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ARI Ravenna

Il Nostro...periodico

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Alcuni articoli dal nostro... Periodico...

 

Perché un radioamatore è chiamato

“HAM”?

di Gianluigi Conti - IZ4BZC

Da un articolo originale di Gerry Crenshaw, WD4BIS, Garland Texas

 

Vi siete mai chiesti perché i radioamatori d’oltre oceano usino così spesso l’appellativo “HAM”?

Bene io l’ho fatto e come recitano i migliori dizionari della lingua anglosassone, la parola HAM significa, nel gergo quotidiano, prosciutto ed ancora nel gergo teatrale sta ad indicare un attore da strapazzo oppure “ham-handed” per indicare una persona impacciata nel fare le cose, ovvero ancora come verbo, il fare le cose in maniera esagerata. Infine la definizione che interessa a noi e cioè un “amatore che invia e riceve messaggi via radio da varie parti del mondo”.

Ma dell’origine di questo termine nel gergo radiantistico nessuna traccia! Né tanto meno ci viene in aiuto l’ onnipresente “Handbook” dell’ARRL che, nel suo capitolo iniziale, cita il termine recitando che “nessuno sa bene che origine abbia avuto il termine”.

Certo che la curiosità è uno degli stimoli più forti, tanto è vero che, a forza di scavare nella letteratura internazionale, trovo un articolo da “Amateur Radio Communicator” di marzo – aprile 1994 dell’autore già citato, che dà finalmente una risposta a questa domanda. Ecco di seguito, debitamente tradotto e rivisto, questo articolo corredato da una piccola fetta di storia del radiantismo alle sue origini e di come i membri della nostra comunità, si siano adoperati fin dagli albori per difendere la propria attività ed esistenza stessa. Vi accorgerete pertanto che il termine è legato ad una pagina della nostra storia che gli fa in qualche modo onore. Dovesse anche non essere completamente vera, mi fa piacere pensarla così, in modo fiabesco, una “leggenda metropolitana”.

Secondo la Northern Ohio Radio Society, la parola HAM è nata più o meno in questo modo: la parola ham fu usata per la prima volta nel 1908 ed è stata il nominativo di una delle prime stazioni senza fili operata da alcuni membri dell’HARVARD RADIO CLUB. Essi erano Albert S. Hyman, Bob Almy e Peggie Murray. All’inizio, essi chiamarono la loro stazione Hyman-Almy-Murray. Battere un nome così lungo in morse sul tasto, si rivelò da subito poco pratico e richiese presto una revisione che li portò a cambiarlo in HY-AL-MU, usando le prime due lettere di ogni cognome.

All’inizio del 1909, questo comportò qualche confusione fra i segnali della stazione amatoriale HYALMU ed una nave messicana chiamata HYALMO, per questo decisero di usare solo la prima lettera di ogni cognome ed il nominativo diventò così HAM.

Nei primi tempi dello sregolato pionierismo radiantistico, gli operatori amatoriali, si attribuivano da soli frequenze e nominativi. Allora come oggi, alcuni radioamatori avevano segnali migliori di alcune stazioni commerciali. Le interferenze risultanti, finalmente arrivarono all’attenzione dei comitati del Congresso a Washington, i cui membri dedicarono non poco tempo alla proposta di una legislazione atta a limitare drasticamente le attività amatoriali.

Nel 1911, Albert Hyman scelse la controversa proposta di legge sulla regolamentazione della trasmissione senza fili (Wireless Regulation Bill), come argomento per la sua tesi a Harvard. Il suo relatore, insistette perché una copia fosse mandata al senatore David I. Walsh, membro di uno dei comitati estensori della proposta di legge. Il senatore fu così impressionato, che chiese ad Hyman di comparire davanti al comitato. Egli fu messo sul podio e descrisse come la piccola stazione amatoriale fosse stata costruita. Arrivò vicino alle lacrime quando raccontò all’affollata aula del comitato che se la proposta fosse andata avanti, essi sarebbero stati costretti a chiudere la stazione perché non si sarebbero potuti permettere il pagamento delle tasse per l’ottenimento della licenza, e tutti gli altri requisiti evidenziati dalla legge.

Il dibattito iniziò e la piccola stazione HAM diventò il simbolo di tutte le piccole stazioni amatoriali del paese che protestavano per essere salvate dalla minaccia e dall’avidità delle grandi stazioni commerciali che non le volevano intorno.

Finalmente, la proposta di legge tornò all’esame del congresso ed ogni oratore parlò della povera e piccola stazione “HAM”.

Questo è come tutto ciò è cominciato. Troverete l’intera storia negli atti del Congresso. La pubblicità di livello nazionale che ne derivò, associò i radioamatori al nome della stazione HAM.

Da quei giorni ad oggi, e probabilmente fino alla fine dei tempi, in radio, un radioamatore è e sarà un HAM.

 

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Visto che abbiamo parlato di storia, un piccolo aiuto per quanto concerne la storia della nostra Sezione è dato da questa foto che è stata trovata negli archivi della Segreteria. Si legge sul retro:

Fotostampa I4AMD Nello’77

Come alcuni avranno riconosciuto, il personaggio è un (allora) giovane socio:

Massimo I4MMQ

operante come /4 in un test a 10 GHz.

 

Tratto dal numero 12 (ottobre 2000)

 


 

 

NON SCHERZATE COL FUOCO!

di Davide Babini – IK4UNH e Angelo Riceci – IK4RVC

 

Le pinete situate nelle vicinanze di Ravenna sono un patrimonio prezioso e vanno difese dai piromani e dall’ incuria dei maleducati. Durante il periodo estivo il pericolo di incendi aumenta e il personale della Guardia Forestale non basta più. A questo proposito il Coordinamento Provinciale di Protezione Civile deve intervenire pesantemente assicurando una copertura totale sul territorio sia in merito alla prevenzione che per quanto concerne la vera lotta allo spegnimento degli incendi, se presi sul nascere. La possibilità di lavorare in strettissima collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato ha fatto sì che venga riconosciuta la professionalità dei vari operatori. Il compito che ci viene richiesto, come Sezione A.R.I. è soprattutto quello di curare i collegamenti radio fra i vari nuclei operativi ed in alcuni casi questo comporta una nostra presenza sia nelle sale operative radio che in quei luoghi ove sia necessario un collegamento di questo genere.

Sempre in collaborazione con il Corpo Forestale il Coordinamento di Protezione Civile ha organizzato a Ravenna, presso le sedi Comunali della 2a Circoscrizione, alcuni corsi di formazione per volontari di protezione civile per il "Servizio Sorveglianza Incendi Boschivi". Nell’ultimo corso svolto, alcuni soci della nostra Sezione si sono resi disponibili per la frequenza e dopo due serate d’ incontri è stato loro rilasciato un attestato.

In queste due serate si viene a conoscenza della diversità dei boschi ravennati e delle reali possibilità d’ incendio che esistono sul territorio della provincia ravennate, soprattutto nella pineta che, per le sue caratteristiche di sottobosco, è particolarmente a rischio .

Questo fine estate, purtroppo, ne abbiamo avuto conferma, mai come quest’anno gli incendi, principalmente dolosi, hanno impegnato in maniera massiccia uomini e mezzi. I nostri operatori hanno dato tutto il contributo possibile sia in servizi di sorveglianza, come sulla torretta di appostamento a Cervia e nella perlustrazione movendosi dentro la pineta che va da Punta Marina Terme al Parco di Marina di Ravenna, che di partecipazione al coordinamento radio durante lo spegnimento dei ripetuti incendi della pineta nei pressi di Lido di Classe.

Più volte e per molti giorni è stato percorso il tragitto fra Punta Marina e Marina di Ravenna dentro la pineta dai vari operatori, chi a piedi e chi in bicicletta, senza rilevare alcun problema, ma assicurandone eventualmente un’immediata segnalazione radio. È giusto segnalare anche che durante questi servizi abbiamo riscontrato un ottimo senso civico nei frequentatori delle nostre pinete; infatti, pur col notevole afflusso di persone, il livello di pulizia è notevole a conferma del rispetto per la natura.

Ora visto il grande impegno profuso in questo ultimo periodo e la continua richiesta di interventi si è più che mai convinti che sia necessario sensibilizzare i soci a dare la propria disponibilità per tutti i servizi di Protezione Civile a cui noi siamo chiamati.

Pertanto si spera che al prossimo corso di formazione che si terrà presumibilmente quest’inverno ci sia una buona disponibilità da parte dei nostri soci ad intervenire.

Potendo contare su un maggiore numero di persone ne evince che guadagneremmo sia come qualità del servizio che come periodicità di impegni a carico di ogni singolo operatore.

Tratto dal numero 11 (luglio 2000)

 

 

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