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Con l'occupazione
tedesca a Faenza il 16 settembre 1943 un gruppo di circa una ventina
di antifascisti si portò alla sorgente del fiume Samoggia dove
fu successivamente raggiunto da militari sbandati e ex prigionieri fuggiti
dai campi di concentramento raggiungendo ben presto l'elevato numero
di 60 unità.
Nel corso del mese di ottobre sorsero in seno al gruppo discussioni
sulla strategia da seguire e la disciplina a cui sottostare e alla fine
del mese di ottobre il gruppo finì con lo scindersi in diversi
gruppi. Uno di questi si portò verso le zone dell'8ª brigata
Garibaldi attuando nella marcia di trasferimento un'azione all'albergo
Alta Romagna d Santa Sofia che permise ai partigiani di venire in possesso
dei piani di approntamento della Linea Gotica, che furono poi fatti
pervenire agli alleati.
Anche Corbari, con una decina di uomini, divenuti una trentinca alla
fine dell'anno, si rese autonomo dalla formazione iniziale. Purtroppo
il gruppo di Corbari alla fine di gennaio fu attaccato e distrutto dai
tedeschi a Ca' Morelli di Tredozio. Venti furono i partigiani catturati
(sette saranno poi fucilati a Verona) due i morti in combattimento,
il padre e la madre di Iris Versari inviati in campo di concentramento.
Solo Corbari, Iris Versari e pochi altri partigiani non presenti a Ca'
Morelli si salvarono.
La ricostruzione della formazione avvenne molto lentamente. A maggio
contava 20 effettivi (il numero dei combattenti non superò mai
le cinquanta unità), ma l'esiguità del gruppo non impedì
a Corbari e a Iris Versari di attuare, nel corso della primavera, alcune
azioni (tra le quali la più clamorosa fu l'uccisione del console
della milizia Gustavo Marabini), da far credere all'esistenza di un
distaccamento numeroso e ben organizzato. L'aumentato numero di partigiani
e l'affluire di nuove reclute portarono alla formazione di un comando
per affrontare i problemi politici, organizzativi, logistici, di armamento,
e di una struttura organizzativa articolata in squadre logistacamente
autonome. Venne ricercato un più stretto legame con la pianura
e l'organizzazione, nella quale era impegnato Tonino Spazzoli, che consentì
alla formazione di usufruire, nell'estate di un lancio di armi e materiali
da parte degli Alleati, sul Monte Lavane, risoltosi però in un
duro scontro con i tedeschi, che ne ebbero preventiva informazione.
Corbari, anche nella nuova realtà organizzativa della formazione,
mantenne un ruolo autonomo e svolse azioni da lui decise e attuate con
pochi uomini. Il 18 agosto 1944, tradito da una spia, venne catturato
a Ca' Cornio di Modigliana assieme a Iris Versari, Arturo Spazzoli,
Adriano Casadei I tedeschi e i fascisti diedero ampio risalto alla cattura
di Corbari, divenuto un simbolo della lotta partigiana, tanto che la
voce popolare lo faceva presente ovunque, ne ingigantiva le azioni e
gliene attribuiva altre da lui mai compiute. Il risalto dato alla cattura
e la messa in scena della ripetuta impiccagione esprimevano la volontà
dei fascisti di uccidere, oltre al fisico, il mito rappresentato da
Corbari e dai suoi compagni.
Dopo la morte di Corbari e degli altri tre partigiani la formazione
si riorganizzò e combattè sino alla liberazione del territorio
della zona del Tramazzo, dove operava.
(testo di Vladimiro
Flamigni)
Bibliografia
essenziale
AA.VV.,
Politica e società a Faenza tra '800 e '900. Saggi e testimonianze
dall'Antifascismo alla Resistenza, Galeati, Imola, 1977
E.Dalmonte, Corbari e la sua banda, Faenza,
1984
C.Martelli, Fascismo, antifascismo: Resistenza,
guerra di Liberazione a Tredozio e in altri comuni della Romagna, Grafiche
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P.Tompkins, L'altra Resistenza, Bergamo,
1995
N.Galassi, Partigiani nella linea Gotica,
University Press, Bologna, 1998
P.Cacucci, Ribelli, Feltrinelli editore,
Milano, 2001
M.Novelli, Corbari, Iris, Casadei e gli altri,
Un racconto della Resistenza, Spoon River Torino, 2002
F.Renzini, Le mie avventure partigiane. Diario,
Tip. Faentina Casanova, 2003
C.Grementieri, Iris Versari e la Resistenza
delle donne, Verità e leggenda, Tipografia Castrocaro Terme,
2004
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