La gestione del conflitto e l'educazione interculturale

La pubblicazione accompagna il corso di formazione “SO-STARE NEL CONFLITTO. La gestione del conflitto nella relazione educativa”.

Se genericamente l’obiettivo dell’educazione interculturale è quello di promuovere l’incontro con la differenza, facendo sì che le diverse culture convivano senza ignorarsi, allora ciò non può avvenire senza riconoscere che il conflitto è una delle forme più comuni di relazione, contatto, conoscenza.
La conoscenza dell’altro avviene veramente solo attraverso il conflitto, perché è qui che si giocano le “parti” più vere ed autentiche della diversità, forse le più profonde, legate alle emozioni, ai bisogni, ai desideri, alle aspettative, alle frustrazioni, alle paure. Nella relazione idetità/alterità, appartenenza/diversità, la gestione costruttiva dei conflitti diventa un’efficace risorsa di crescita e cambiamento per la persona e per i gruppi. Se gestito costruttivamente il conflitto diventa legittimazione delle differenze e politica dell’inclusione che permette di abbandonare anche la tentazione assimilatoria di azzerare la differenza culturale, renderla trasparente, in quel processo in cui “l’altro” lo vogliamo identico a noi.
Ovviamente sto parlando del conflitto così come ho imparato a considerarlo dopo un anno di lavoro con il Centro Psico Pedagogico per la Pace di Piacenza.
O forse è meglio parlare di “arte del conflitto” che introduce all’idea che il conflitto in sé, non è né bene né male, ma come dice Daniele Novara “è un’occasione, una possibilità che può essere usata bene o male”.

Antonella Rosetti

La pubblicazione è in distribuzione gratuita a chi ne fa richiesta.

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