|
CENTRO CULTURALE PIER GIORGIO FRASSATI Ravenna |
|
Cos'è
il Centro Culturale Pier Giorgio Frassati
Organico
Funzioni del Presidente e del Direttivo
Sede
Visibilità del Centro Culturale
Obiettivi raggiunti
Vita del Centro Culturale
Obiettivi culturali: la persona, la libertà, il gusto del vivere. La cultura è sempre un avvenimento
Quote associative
Professionalità coinvolte
Parternariati e Sponsor degli eventi
| Presidente | Monica Fabbri |
| Direttivo | Chiara Morigi, Daniela Varagnolo, Marco Tinnirello |
| Soci Sostenitori |
Antonia Randi, Lorenzo Mastri, Laura De Angelis, Giovanni Poggiali, Mario Tramontano, Claudia Graziani, Giovanna Tramontano, Michele Randi, Elisa Dagrosa, Paolo Bassi, Tiziana Carapia |
| Presidente onorario | Giulia Fogassi Accardi |
Funzioni del Presidente e del Direttivo
| Presidente | Prof.ssa Monica Fabbri (doc. di Italiano e Latino al Liceo Classico Dante Alighieri di Ravenna) supervisore coordinatore dei progetti |
| Direttivo | promotore dei progetti del Centro culturale P.G. Frassati e segreteria amministrativa |
| Ufficio Stampa | Dott.ssa Laura De Angelis |
| Amministratore | Dott. Mario Tramontano |
| Tecnico Informatico | Dott.ssa Daniela Varagnolo, sito web |
Sede
Sede legale: c/o Mastri - via Brunelli, 31 - Ravenna
Tel. 346 1321766
Visibilità del Centro Culturale
La nostra associazione ha:
Desideriamo porre alla vostra attenzione l'elemento di novità per noi particolarmente
rilevante per lo sviluppo del Centro culturale. Negli ultimi
anni la nostra associazione utilizza un ufficio
in cui si svolge
tutta l'attività progettuale ed organizzativa
delle nostre iniziative. Molto più agili ed operative sono le riunioni
del direttivo che il centro culturale svolge mensilmente. E'
una associazione che nasce nel 1991 e prende il nome da Pier Giorgio Frassati
che proprio in quell'anno riceveva la beatificazione da Papa Giovanni Paolo
II.
Ci sono tante frasi che colpiscono e lasciano un segno. Giovannino Guareschi, dimenticato per tanto tempo, traccia una strada. Annualmente è
possibile rinnovare la propria quota associativa: Professionalità coinvolte Parternariati e Sponsor degli eventi
Inoltre ci è possibile convocare
anche le assemblee allargate a tutti i soci, in
cui si comunicano tutti gli aggiornamenti in campo progettuale ed organizzativo
e si mette a tema l'attività del Centro.
In 20 anni di attività i soci dell'esecutivo sono raddoppiati,
gli amici e affezionati si implicano concretamente nell'organizzazione delle
iniziative; negli ultimi 2 anni in particolare abbiamo contato la partecipazione
di circa 50 volontari desiderosi di collaborare. Iniziative quali il presepe
vivente o il teatro in piazza hanno radunato nel centro di Ravenna un pubblico
di quasi 3000 persone. Il nostro orgoglio è che, oggi,
il Centro culturale è riconosciuto dalla cittadinanza e trova il pubblico
consenso delle autorità locali. Oggi, l'associazione
si sostiene economicamente grazie ad alcuni contributi privati e pubblici, ed
operativamente grazie ad alcune persone, amici stretti e collaboratori che offrono
volontariamente la propria disponibilità e, nondimeno, la propria professionalità.
Obiettivi
culturali: la persona, la libertà, il gusto del vivere. La cultura è sempre un avvenimento
“Non muoio neanche se mi ammazzano…” (Diario clandestino).
Volontà, speranza e desiderio di vivere in queste parole del suo Diario clandestino, nato dall’inferno del lager. Era un internato militare con condizioni terribili e indicibili. Tante sono le testimonianze crude di questo periodo (1943-1945) che si possono leggere anche nel suo Grande Diario di recente pubblicazione.
Il pensiero angoscioso dei propri cari lontani e l’incertezza della situazione rendeva più duri i giorni e le notti, ma si doveva resistere e rimanere attaccati alla vita. Non smise mai di trasmettere la speranza ai suoi compagni con i quali stabilì la Piccola Democrazia. Eventi culturali, conferenze, rappresentazioni teatrali e musicali e all’arrivo degli alleati persino la nascita di una radio (radio b90).
Fiducia senza riserve nella Divina Provvidenza. E non morì, soprattutto non morì dentro. Ora, di fronte ad una simile testimonianza non si può rimanere indifferenti, soprattutto noi che proponiamo cultura. Quale cultura, allora? Il nostro tentativo è quello di sostenere avvenimenti che scaturiscono da persone che si muovono e domandano, eventi indissolubilmente legati alla vita. Abbiamo la pretesa, pur con la consapevolezza del limite e dell’errore, che possano diventare incontri capaci di lasciare un segno o meglio una traccia. Guardiamo a Guareschi insomma. Se è riuscito lui dentro ad un lager a non perdere la consapevolezza della propria umanità, come possiamo sottrarci noi dal nostro compito?
Ma guardiamo anche al beato Pier Giorgio Frassati che ci esorta sempre con il suo luminoso esempio a vivere e non a vivacchiare.“Non abbiamo vissuto come bruti. Non ci siamo rinchiusi nel nostro egoismo. La fame, la sporcizia, il freddo, le malattie,
la disperata nostalgia delle nostre mamme e dei nostri figli, il cupo dolore per l’infelicità della nostra terra
non ci hanno sconfitti. Non abbiamo dimenticato mai di essere uomini civili, con un passato e un avvenire” (Diario clandestino).
Ribadiamo sempre più con forza che la cultura deve essere incontro e consapevolezza della propria identità.
"E l'esistenza diventa una immensa certezza"
è il titolo scelto per la XXXII edizione del Meeting, manifestazione che per noi del Centro Culturale è
da sempre il principale punto di riferimento. Esso parte da una constatazione, semplice e al tempo stesso drammatica:
nella mentalità più diffusa ai nostri giorni, nella coscienza con cui ciascuno di noi affronta le sfide e le fatiche del vivere, sembra che non sia più possibile alcuna vera certezza. È qui, al fondo di noi stessi, che si rivela la radice nascosta delle tante “crisi” del nostro tempo: esse non segnano soltanto la messa in discussione o la perdita di certezze che si credevano acquisite – nella politica come nell’economia, nelle scienze come nell’etica, nella cultura come nella convivenza sociale – come è spesso successo in altre epoche storiche. Quello che è in gioco oggi, nell’epoca attraversata dalla grande ombra del nichilismo, è qualcosa di più radicale, e quindi più radicale è la sfida che essa ci pone: gli uomini non sarebbero più capaci di certezza, e anzi ogni certezza sarebbe una nostra costruzione, e alla fine nient’altro che una grande illusione.
Prima di ogni incertezza c’è una certezza: essa è un dato, un incontro, un invito.
Parole che riecheggiano quelle che Albert Camus fa pronunciare all'imperatore Caligola nel suo celebre
dramma: "Ho bisogno della luna, o della felicità, o dell'immortalità". In ogni uomo, di qualsiasi razza, cultura,
religione, tradizione alberga questo desiderio di cose grandi, di qualcosa di infinito. L'intento
del Centro culturale è di valorizzare, attraverso incontri e manifestazioni, il desiderio di infinito dell'uomo
Socio
Ordinario
€
20
Socio
Sostenitore
€
50
Ragazzi
€
5
La nostra attività si basa sull'impegno volontario di ognuno: progettista, ricercatrice, regista, moderatrice, contabile, addetto alla promozione e alla comunicazione, direttore artistico, coordinatore attività, addetto alla segreteria organizzativa e traduttrice, amministrativo, addetta ufficio stampa e giornalista, scenografa, costumiste, sarte, hostess di sala, addetto banco libri, addetti servizio d’ordine e sicurezza, tecnico informatico.
| |
centrofrassati.segreteria@gmail.com |
|
Si
ringrazia la Fondazione
Cassa di Risparmio di Ravenna per il sostegno alle attività |