Associazione Collegium Musicum Classense

 

22 luglio 2010, ore 21, Santuario dell'Arginino, Voltana

 

Si ringraziano per la collaborazione 

 Consulta di Voltana

Dramsam - Centro Giuliano di Musica Antica

 

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Influssi europei nella musica ungherese del Medioevo

 

Musica Historica

Rumen István Csörsz, voce, kobsa, ud, tanbur, dulcimer, violino, ghironda, cornamusa, bombarda, flauti popolari, gemshorn; Roland Kasza, percussioni, carillon, xilofono; Réka Palocs, soprano, arpa, guimbarde; Balázs Sudŕr, kobsa, lafta, tanbur, percussioni; Zoltán Széplaki, voce, flauti dolci e traversi, bombarde, gemshorn; Zsófia Tövishŕzi, strumenti ad arco

 

Anonimi         Domine ad adiuvandum me festina (rondellus, XV sec.)

             Sanctissimus Rex Stephanus (inno, XII sec.)

             Magyar István király (epica popolare ungherese)

             Plaude parens Pannonia (inno a s. Emeric, XII sec.)

             Regis regum civis ave - Idvez légy, kegyelmes Szent László kerál (inni a s. Ladislaus) VII. & V. estampie royal (XIII sec.)

             Saltarello I. (XIII-XIV sec.)

G. Faidit        Lo gens cors honratz (XII sec.)

Anonimo        Saltarello II. (XIII-XIV sec-) - Makedonsko (XX sec.)

W. von der Vogelweide        Nu allerst leb ich mir werde (XIII sec.)

Anonimo        Volék sirolm-tudotlon (planctus sulla Vergine XIII sec.)

P. Vidal          Tart mi veiranBaros de mon d’an covit (XII sec.)

Anonimi         Czaldy Waldy (Danze ceche, XIV-XV sec.)

             Bacche, bene venies - Mihi confer venditor (Carmina Burana, XIII sec.) - Virág Erzsi (canto popolare ungherese)

N. von Reuenthal      Sinc an guldin huon (XIII sec.)

Anonimo        Il Lamento di Tristano - Rotta (XIV sec.)

F. Landini      D’ Amor  mi biasmo (ballata)

(1325ca –1397)

O. von Wolkenstein  Der may mit liber zal

(1376 ca–1445)

Anonimi         Frammenti di Tenorlieder dal Cod. Praga (XIV sec.)

W. Frye          Ave regina coelorum (Antifonale Kassa 1440 ca)

(† - 1474)

Anonimi         Novus annus adiit - In hoc anni circulo

             Krisztus feltámadott - Surrexit Christus hodie (XV sec.)

O. von Wolkenstein  Lied in 7 lingue

Anonimo        Dança Amorosa (XV sec.)

 

 

MUSICA HISTORICA č stato fondato nel 1988 da Rumen István Csörsz, e da sempre utilizza strumenti classici, popolari dell'est Europa e della musica antica. Le esecuzioni del gruppo poggiano su di un approfondito lavoro di ricerca su vari argomenti, tra cui i rapporti tra musica ungherese e centro-europea, la cultura musicale turca, la poesia per musica e, nello specifico, la poesia ungherese di Rinascimento e Medio Evo. La musica antica č per Musica Historica un campo aperto a sperimentazioni che permettano di avvicinare al pubblico contemporaneo musiche concepite per ascoltatori di epoche passate. Musica Historica č tra i piů attivi ensembles ungheresi di musica antica: piů di 1000 concerti in teatri, sale, chiese, castelli, musei, scuole, spesso in collaborazione con altri protagonisti della musica antica. Frequenti i concerti in Transilvania (Romania), Slovacchia, Austria, Italia Germania, Polonia. L'ensemble ha registrato per le emittenti televisive ungheresi MTV e Duna TV, Radio Ungheria, ORF e TV5 France e pubblicato 5 CD, oltre a numerose collaborazioni ad altri progetti editoriali

 

Pur essendo relativamente poche le fonti medievali con notazione musicale in Ungheria, possiamo ricostruire i principali indirizzi. In questo ci aiutano i codici notati di altre corti regali dell’Europa centrale (Praga, Vienna, Cracovia). Il programma del gruppo Musica Historica presenta la storia musicale dell’Europa medioevale, considerando quali influenze toccarono la musica ungherese, in cui sopravvivevano melodie dell’epoca della migrazione e anche cantari epici, entrambi generi molto apprezzati: il re in un’occasione donň ai suoi joculatores un intero villaggio.

La musica medioevale ungherese č perlopiů di carattere liturgico. Il canto monodico gregoriano fiorě fin dalla fondazione del regno (circa nel 1000) e nel XV secolo era nato anche un sistema autoctono di notazione. Nel nostro programma presentiamo alcuni degli inni per i piů antichi santi ungheresi: santo Stefano, sant’Emerico e san Ladislao. La prima poesia in lingua ungherese č la Ómagyar Mária-siralom (antico planctus ungherese di Maria, del XIII secolo), che non č altro che la libera traduzione del planctus tropizzato Planctus ante nescia attribuito all’abate francese Godofridus († 1194), che ci č stato tramandato in latino e in numerose altre lingue nazionali (ceco, inglese ecc.), forse cantato su un'unica melodia nota in tutta Europa. A partire dal XV secolo sono sempre di piů i canti liturgici in lingua ungherese conservati, tra cui una sequenza pasquale e un canto di san Ladislao. Dall’inizio del secolo troviamo giŕ alcuni brani polifonici, tra cui alcune cantiones ritmate a ballo e legate al Natale e alla Pasqua, nonché l’introitus “Domine ad adiuvandum”. I canti goliardici in latino che gli studenti utilizzavano in lungo e in largo per l’Europa, e con essi dunque la poesia dei vagantes, non doveva essere estranea ai tanti ungheresi che si recarono a studiare nelle piů importanti universitŕ medievali: Parigi, Bologna, Padova, Vienna e, piů tardi, Praga, e dal 1395 anche ad Óbuda (Buda vetus). Non č un caso infatti che una delle melodie dei Carmina Burana abbia lasciato tracce anche nel folclore ungherese. Le mogli dei regnanti ungheresi, che venivano spesso dall’Europa occidentale, portavano al loro seguito rappresentanti delle corti di origine, quindi anche musicisti; troviamo dunque sporadiche tracce di poesia cavalleresca, anche se la sua influenza non fu significativa. Verso la fine del XII secolo si recarono in Ungheria due famosi trovatori: Peire Vidal e Gaucem Faidit, giunti entrambi al seguito della regina Costanza d’Aragona alla corte del re Emerico, ove trascorsero lungo tempo. In quest’epoca piů di un esercito crociato attraversň il Regno d’Ungheria (non dimentichiamo infatti che la guida della prima crociata si voleva affidare proprio a san Ladislao, e che nel XIII secolo il re Andrea II fu ugualmente famoso per i suoi meriti militari nelle crociate). In questo periodo potrebbe aver risuonato in Ungheria il Canto della Palestina di Walther von der Vogelweide, cosě come le canzoni a ballo del cavaliere svevo Neidhart von Reuenthal. Anche in seguito troviamo la presenza alla corte ungherese di Minnesänger tedeschi e austriaci, nonché di maestri cantori. Il piů famoso fu il tirolese Oswald von Wolkenstein (1376/77–1445), che viaggiň attraverso l’Europa al seguito di Sigismondo di Lussemburgo, e parlava anche un po’ l’ungherese. Secondo la testimonianza del Codice di Praga, (fine XIV sec.), anche la polifonia italiana, francese e fiamminga raggiunse l’Europa centrale, e un altro codice ceco ci dŕ una testimonianza di musica da ballo, della quale purtroppo anche in Europa occidentale sono rimaste pochissime attestazioni scritte.

Rumen István Csörsz
(trad. Armando Nuzzo)

 

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