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Alcuni uccelli
sono strettamente sedentari o stazionari, ma numerose specie migrano, ossia
si spostano regolarmente da una regione all'altra quando cambiano le
stagioni. Sia l'area estiva sia l'area invernale delle specie sono ben
definite. I risultati ottenuti marcando singoli uccelli con anelli numerati
applicati alle zampe indicano che molti di essi ritornano nei luoghi
occupati precedentemente. La maggior parte degli uccelli compie migrazioni
latitudinali, ossia si trasferisce da sud a nord e in senso inverso; gli
uccelli si trasferiscono nelle vaste masse di terre emerse delle regioni
temperate settentrionali e subartiche, dove trovano habitat per
l'alimentazione e la nidificazione durante i mesi più caldi, e poi si
ritirano a sud per svernare. Un movimento opposto e meno imponente si
osserva nell'emisfero australe, dove le stagioni sono invertite. Alcuni
altri uccelli compiono migrazioni altitudinali, trasferendosi in regioni
montuose per trascorrervi l'estate e ritornando nelle regioni pianeggianti
per trascorrervi l'inverno.
La maggior parte delle specie percorre rotte migratorie stabilite e viaggia
seguendo più o meno un programma, arrivando e sparendo regolarmente secondo
il calendario. Alcuni uccelli migrano tenendosi vicino al suolo, altri ad un
altitudine di 900-1500 m ma raramente superiore. Sebbene gli individui
possano volare con una velocità di 50-80 km/h, essi si fermano per
alimentarsi, vengono oltrepassati da altri individui, quindi si rimettono in
viaggio; perciò, il fronte di migrazione procede piuttosto lentamente, con
una velocità media di circa 40 km/d.
La migrazione, la riproduzione e la muta sono fasi del ciclo annuale degli
uccelli e sono tutte regolate dal sistema neuroendocrino. In generale, prima
della migrazione, riserve di grasso, assenti in altri periodi, si accumulano
rapidamente per fornire un combustibile supplementare durante i lunghi voli.
Inoltre, numerosi uccelli strettamente diurni diventano notturni durante la
migrazione. Prima della migrazione, si manifesta un'irrequietezza (Zugunruhe,
in tedesco) e gli uccelli cominciano a muoversi verso la loro meta
migratoria. Sebbene la Zugunruhe appaia essere innata, il tempo in cui
insorge è influenzato da stimoli ambientali agenti attraverso il sistema
neuroendocrino dell'uccello. Nelle specie della zona temperata lo stimolo
più importante è il cambiamento della lunghezza del giorno, ma anche delle
condizioni meteorologiche possono influenzare i tempi di partenza.
Nella migrazione, alcuni uccelli seguono punti di riferimento evidenti -
coste, fiumi, catene montuose - mentre altri passano su mari e terre con
poche caratteristiche topografiche. Inoltre, in alcuni giovani uccelli che
migrano indipendentemente dai loro genitori, il riconoscimento dei punti di
riferimento può essere innato. L'imprinting durante lo sviluppo precoce
permette ad alcuni uccelli di riconoscere la regione in cui sono nati quando
vi fanno ritorno. In numerose specie, la migrazione durante le ore diurne
appare essere guidata dal Sole (azimut) e di notte dall'asse di rotazione
stellare. Una densa copertura di nubi o la nebbia interferiscono con
l'orientamento. L'uso di riferimenti astronomici o celesti richiede un senso
del tempo (orologio biologico), ben sviluppato negli uccelli. Però, in
alcuni uccelli le informazioni sembrano ottenute da riferimenti astronomici
(configurazioni stellari) senza che sia necessario un orologio biologico.
Nei piccioni viaggiatori la sensibilità al campo magnetico terrestre
facilita l'orientamento, come è stato dimostrato per mezzo di distorsioni
del campo magnetico terrestre ottenute applicando magneti sul capo degli
uccelli e usando campi magnetici artificiali.
Delle specie che si riproducono nella regione paleartica, il 40 % trascorre
l'inverno altrove, e di quelle che lasciano la regione paleartica il 98% si
trasferisce verso sud, verso l'Africa, e trascorre l'inverno in aree di
savana (vegetazione caducifoglia) e il suo arrivo coincide di solito con la
maturazione di un'immensa produzione di semi delle graminacee dominanti.
Vengono sfruttate le correnti ascensionali locali dette termiche, formate
dall'aria calda che sale dal suolo e le rocce riscaldati dal Sole, o le
correnti d'aria che risalgono i fianchi di montagne o scogliere. Con il volo
battuto diretto si possono, invece, attraversare mari e terre emerse.

CURIOSITÀ
Fra gli uccelli si conoscono
molte specie che effettuano lunghi spostamenti dalle località di svernamento
a quelle riproduttive (ad es. Piovanello maggiore, Culbianco).
Il primato della migrazione più lunga e spettacolare spetta però alla Sterna
codalunga o artica Sterna paradisaea.
Questa specie nidifica lungo le coste settentrionali dell'Europa e
dell'America, migrando in inverno nella parte opposta della terra superando
a volte il circolo polare antartico. Si tratta di un viaggio di andata e
ritorno di oltre 30.000 km. Ancora avvolto dal mistero rimane il modo in cui
questi uccelli riposino durante l'attraversamento dell'Atlantico, poiché
raramente le sterne si posano sull'acqua.
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