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Falco
pecchiaiolo Pernis apivorus
Rapace delle
dimensioni della Poiana. Nidifica in Europa fino in Siberia occidentale. In
Italia arriva in aprile per nidificare e riparte in ottobre per tornare in
Africa dove trascorre l'inverno. Durante la migrazione moltissimi individui
si concentrano lungo le coste e gli stretti (in particolare Stretto di
Messina). Curiosamente questo grosso rapace si nutre prevalentemente di
insetti, in particolare di vespe estratte dai nidi scavando nel terreno. E'
una delle specie a maggiore rischio di bracconaggio in Calabria e Sicilia.

Biancone
Circaetus gallicus
Una piccola aquila tipica delle regioni mediterranee. Nidifica in Italia,
arrivando dall'Africa già in febbraio per ripartire ad iniziare dal mese di
settembre sino ad ottobre. Negli ultimi anni alcuni individui hanno
trascorso l'inverno nel nostro Paese. Depone un singolo grande uovo che cova
per un mese e mezzo, mentre il piccolo impiega circa due mesi e mezzo prima
di involarsi e intraprendere il viaggio di ritorno in Africa. Si nutre quasi
esclusivamente di rettili, e in misura assai minore anche di anfibi e
piccoli mammiferi. Il suo arrivo precoce e il suo tasso riproduttivo molto
basso le pone a serio rischio.

Quaglia
Coturnix coturnix
E' l'unico galliforme migratore europeo. E' un uccello di piccole dimensioni
che sverna in Africa, arrivando nelle nostre regioni a partire dalla fine di
aprile per nidificare in maggio-giugno e ripartire soprattutto nel mese di
settembre-ottobre. Raramente alcuni individui possono svernare nelle regioni
meridionali. Evidente dimorfismo sessuale fra maschi e femmine. E' una
specie che si riproduce con una prima covata già in Africa, prima di
giungere nelle nostre regioni. Si nutre essenzialmente di sostanze vegetali
e di piccoli invertebrati in periodo riproduttivo. E' una specie in declino.
Un recente impatto è costituito dalle possibili ibridazioni con la Quaglia
giapponese liberata a scopi venatori.

Cuculo
Cuculus canorus
Insieme al Cuculo dal ciuffo ed al Cuculo orientale, il Cuculo, è l'unico
rappresentante dell'ordine dei Cuculiformi presente nel continente Europeo.
Nidifica in Italia, arrivando anch'esso dall'Africa dove sverna. Il Cuculo è
una specie parassita: depone, infatti, il suo unico uovo all'interno dei
nidi attivi di altre specie (soprattutto Passeriformi), a cui è poi affidata
la cura e l'allevamento del giovane cuculo. Si conoscono due diverse fasi di
colore. La maggior parte degli individui è grigia ma esiste anche la fase
marrone (tipica più dei giovani e delle femmine). Si nutre prevalentemente
di insetti. Attualmente la specie non risulta in declino.

Rondine
Hirundo rustica
Considerata il simbolo delle campagne coltivate e delle zone agricole, la
Rondine ha subito un evidente declino in numerosi paesi europei. Rispetto ad
altre specie appartenenti alla stessa famiglia, la Rondine risulta ben
riconoscibile per la biforcazione della coda e la gola rossa. Sverna in
Africa a sud del Sahara (sino in Sudafrica), anche se qualche individuo può
essere osservato in inverno anche nel nostro paese, soprattutto in vicinanza
di zone umide. Nidifica soprattutto nelle stalle e comunque in aree agricole
a contatto con l'uomo, deponendo in genere 3-4 uova. E' una specie
esclusivamente insettivora. Il suo declino è dovuto principalmente
all'intensificazione dell'agricoltura ed all'uso indiscriminato di
insetticidi, oltre che alla perdita costante di stalle di tipo tradizionale.

Colombaccio Columba palumbus
E' il Columbiforme di taglia più grande nonché quello più diffuso fra le
specie appartenenti a questo ordine. Nidifica in Italia ed in tutta Europa,
soprattutto nelle campagne ricche di siepi, boschi, e recentemente anche nei
parchi cittadini. Come per altre specie di migratori a corto raggio, in
inverno le presenze aumentano considerevolmente con stormi di migliaia di
individui. E' un migratore diurno, in arrivo dal nord Europa già alla fine
di settembre e per tutto il mese di ottobre, frequentando spesso i valichi
montani delle Alpi e dell'Appennino, dove risulta specie fortemente
impattata dall'attività venatoria.

Pettirosso Erithacus rubecola
Uccello comune e inconfondibile per la sua pettorina arancio. Nidifica in
Nordafrica, Europa e Asia minore. In Italia nidifica in modo diffuso, ma in
inverno le presenze aumentano notevolmente per l'arrivo degli individui dal
centro e nord Europa. Gli arrivi avvengono in settembre-novembre, mentre gli
spostamenti verso i quartieri riproduttivi nord-europei avvengono in
febbraio-aprile. Gli studi sui Pettirossi migratori sono stati fondamentali
per capire l'orientamento con il campo magnetico negli uccelli.

Cormorano
Phalacrocorax carbo
Grande uccello nero delle dimensioni di un'oca. Nidifica in Europa, Asia,
Australia, Africa e parte del Nordamerica. In Italia nidifica in piccole
colonie soprattutto nelle zone umide della Pianura Padana. Una piccola
colonia è presente anche lungo la costa rocciosa della Sardegna. Il nostro
Paese è invece importante per ospitare migliaia di cormorani svernanti del
centro e nord Europa. I primi arrivi avvengono già in agosto; questi stessi
individui ripartiranno successivamente in marzo-aprile. E' soggetto da
alcuni anni a piani di abbattimento invernali assolutamente insensati,
poiché applicati a popolazioni svernanti di varia origine e con il rischio
di portare all'estinzione l'esigua popolazione italiana nidificante.

Airone
bianco maggiore Egretta alba
E' l'airone di maggiori dimensioni che vive nel nostro Paese. In Italia è
presente principalmente come migratore in primavera (febbraio-aprile) e in
autunno (agosto-novembre), sebbene da circa un decennio ha iniziato a
riprodursi, in particolare nelle aree umide del nord. In diverse località di
pianura sverna regolarmente sia nelle vicinanze delle zone umide che nelle
aree agricole e coltivate; negli ultimi anni il contingente svernante è
notevolmente aumentato in virtù di una maggiore protezione delle aree umide.

Oca
selvatica Anser anser
Una delle oche europee più grandi e come le altre oche, in particolare
durante il periodo di svernamento preferisce stare in gruppi, talvolta
composti da centinaia sino a migliaia di individui. In Europa e Nord Africa
trascorrono l'inverno oltre 120.000 oche selvatiche. In Italia compare in
primavera (febbraio-aprile) e in autunno (ottobre-novembre). In diverse
località del Paese (Valli venete, Parco del Circeo, Parco dell'Uccellina)
sverna regolarmente. Si nutre di piante acquatiche e terrestri. In Italia,
la specie necessiterebbe di maggiori aree protette idonee per lo
svernamento.

Svasso Maggiore
(Podiceps cristatus)
E' il più comune fra le
cinque specie di svassi che vivono in Europa centrale. In primavera la
livrea nuziale è caratterizzata in entrambi i sessi dalla presenza di ciuffi
auricolari neri molto sviluppati, da pennacchi castano-rossicci ai lati
della testa, con parti inferiori del collo e del corpo quasi bianche. In
abito invernale la faccia è quasi bianca e gli ornamenti del capo appaiono
fortemente ridotti o solo appena accennati. Il dorso è di colore grigio
bruno. Specie migratrice parziale di breve distanza e a volte sedentaria.
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Albatro
L'Albatro è un
uccello marino di colore bianco, con ali e coda parzialmente nere, misura
circa 1,20 metri e l'apertura alare può raggiungere i tre metri e mezzo per
l'albatro reale e l'albatro urlatore. A causa delle sue grandi dimensioni,
preferisce vivere in luoghi ventilati, dove le correnti d'aria favoriscono
il decollo. Il suo volo è pulito e grazioso come quello di un aliante. Si
nutre di pesci, molluschi e calamari che si presentano sulla superfice del
mare Lunghezza media 120 cm Apertura alare: 270 - 340 cm

Colibrì
I colibrì
appartengono alla famiglia dei Trochilidi, propria dell'America centrale e
meridionale, e sono i più piccoli uccelli esistenti (tra 6 e 22 cm): la
specie gigante del gruppo presenta le dimensioni di un rondone cioè la
Patagona gigas mentre le specie più piccole come la Calyptes helenae di 2,4
cm, la Mellisuga minima di 2,6 cm ed il Chaetocercus bombus di 2,8 cm, hanno
le dimensioni di un calabrone. Essi si nutrono di nettare che suggono
inserendo il lungo becco nelle corolle dei fiori. Durante questa operazione
riescono a rimanere sospesi nell'aria quasi immobili grazie a un rapidissimo
movimento elicoidale delle ali, che può raggiungere la velocità di 80
battiti al secondo. Il battito delle ali è così frequente e rapido da
produrre un sonoro ronzio, per questo motivo i colibrì sono detti anche
uccelli mosca (in inglese: hummingbird, uccello dal volo ronzante). La voce
di questi piccolissimi uccelli è composta da brevi note acute. Un trillo
veloce ed un paio di note acute sono la composizione del canto d’amore dei
maschi. I richiami vengono emessi in volo. La riproduzione avviene con la
costruzione di piccolissimi nidi costruiti con muschio e tela di ragno posti
sopra un ramo orizzontale od uno stelo, in questi la femmina depone una o
due uova per volta. In America i colibrì furono conosciuti maggiormente alla
fine dell’ottocento perché le loro piume servivano per adornare i copricapi
delle dame dell’epoca. Oggi, per fortuna, questa pratica è stata
abbandonata. Tutte le specie vengono studiate regolarmente e sono
considerate un patrimonio naturale protetto dagli enti governativi della
zona dove vivono.

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