L'ottavo Giubileo

L'ottavo Giubileo fu indetto il 28 marzo 1499 da papa Alessandro VI della famiglia dei Borgia, grazie alla bolla Inter multiplices. Ad Alessandro VI si deve il rito di aprire e chiudere il Giubileo con l'apertura e la chiusura della Porta Santa. Inoltre il Papa volle che POrte Sante delle quattro basiliche fossero aperte contemporaneamente, riservando a sè l'apertura della Porta Santa di San Pietro. Il liturgista e cerimoniere pontificio Giovanni Burcardo preparò un apposito cerimoniale; così la vigilia di Natale 1499, Alessandro VI personalmente colpiva con alcuni colpi di martello il muro della Porta Santa e poi, in ginocchio, ne varcava la soglia per primo il 13 aprile 1500. Lo stesso Papa guidò una processione penitenziale.

Il 29 giugno crollò il soffitto nei Palazzi Apostolici: Alessandro VI, ormai dato per morto, si salvò grazie ad una trave rimasta fissa nel muro.

In novembre il Tevere straripò e il Papa dispose immediati soccorsi. Altre inondazioni lo indussero a protrarre la chiusura delle Porte Sante fino all'Epifania del 1501, pur concedendo la possibilità di lucrare l'indulgenza fino alla Pentecoste.

 

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