Il diciannovesimo Giubileo
Il periodo attorno al 1774, fu caratterizzato da aspre lotte contro la Chiesa. Infatti, con la rivoluzione francese, i filosofi illuministi negavano l'esistenza di Dio e di ciò approfittavano gli Stati che desideravano un controllo degli affari ecclesiastici. Questi sconfinavano anche in ambiti prettamente religiosi. Così Clemente XIV dovette piegarsi alle pressioni e sopprimere l'ordine dei Gesuiti. Lo stesso papa indisse con la bolla Salutis nostrae auctor del 30 aprile 1774 il diciottesimo Giubileo che però, a causa della morte di Clemente XIV, fu inaugurato e celebrato nel 1775 dal papa Pio VI, eletto al pontificato dopo quattro mesi di sede vacante. Durante questo Giubileo a Ravenna venne iniziata la facciata di marmo di Santa Maria in Porto e vennero restaurate le case di fronte a San Vitale. Inoltre a Roma fu inaugurata l'illuminazione pubblica con lampioni. A conclusione dell'Anno Santo, che registrò un afflusso di fedeli inferiore alle aspettative per il contesto drammatico in cui si svolse, il nuovo pontefice promulgò l'enciclica Inscrutabile divinae nella quale rivelava molte insidie della filosofia illuminista. |