Il ventunesimo Giubileo
| Venticinque anni dopo lo svolgimento del ventesimo Giubileo, non fu consentito dalle vicende della Repubblica Romana e dal temporaneo esilio di Pio IX di promulgare un altro Anno Santo. Lo stesso pontefice poté però indire quello del 1875. Infatti il 24 dicembre 1874 Pio IX, con la bolla Gravibus Ecclesiae et hujus saeculi calamitatibus, indisse il ventunesimo Giubileo. Quest'Anno Santo però, a causa dell'occupazione di Roma da parte delle truppe di Vittorio Emanuele II, fu privato delle cerimonie di apertura e di chiusura della Porta Santa . Così fu inaugurato l'11 aprile 1875 in San Pietro, alla sola presenza del clero romano e senza l'apertura delle Porte Sante. Limitandosi a celebrare solo privatamente questo Giubileo, Pio IX volle rimarcare fortemente le distanze tra la Santa Sede ed il nuovo Regno d'Italia; egli continuava a ritenersi prigioniero in Vaticano e a considerare scomunicati Vittorio Emanuele II e gli esponenti del suo governo. Prevedendo le difficoltà dei pellegrinaggi, il Papa concesse le indulgenze plenarie in tutto il mondo con visite a determinate chiese. Durante questo Giubileo gli ospizi e le confraternite, che avevano sostenuto abbastanza brillantemente gli altri Anni Santi, erano decaduti; le Opere Pie erano state secolarizzate e le case religiose soppresse; nessuna nuova organizzazione turistica era sorta. Ogni cerimonia religiosa comportava problemi organizzativi e logistici. Gli unici pellegrinaggi di una certa entità furono francesi. |