GIUBILEO DEL 2000

Il Giubileo del 2000 è stato indetto da Giovanni Paolo II con la bolla Incarnationis Mysterium, data il 29 novembre 1998. Il Papa chiama questo anno un Giubileo straordinariamente grande, diverso da ogni altro perché festeggia Cristo nel duemillesimo anno dalla nascita. Il ventiseiesimo Anno Santo si apre la notte di Natale del 1999 e si chiude il 6 gennaio 2001.

 

GIOVANNI PAOLO II E LA TERTIO MILLENNIO ADVENIENTE

Il 10 novembre 1994 Giovanni Paolo II pubblica la Tertio millennio adveniente, la lettera apostolica nella quale presenta i contenuti dottrinali e il valore spirituale, oltre ai caratteri specifici del giubileo del 2000. Nel primo capitolo (Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi…) il Papa sottolinea l'importanza dell'esistenza storica di Cristo evidenziandone la centralità nella storia dell'umanità e del cosmo. Tutto ciò che esiste diventa in Cristo "cosmo", universo ordinato. Egli è l'inizio di tutte le cose create, rappresenta l'unico mediatore tra Dio e gli uomini e attraverso di lui Dio cerca e si rivela all'uomo.

"Qui non è soltanto l'uomo a cercare Dio, ma è Dio che viene in persona a parlare di sé all'uomo e a mostrargli la via sulla quale è possibile raggiungerlo…" (Tertio millennio adveniente, n.6).

Nella lettera apostolica il Papa evidenzia l'importanza del tempo che diventa in Cristo una dimensione di Dio. Il giubileo è quindi "la caratteristica dell'attività di Gesù e non soltanto una definizione cronologica di una certa ricorrenza" (Tertio millennio adveniente, n.11). Il giubileo indica che con Cristo tutto il tempo non è più chrònos ma diventa chaìros, cioè tempo di grazia.

 

TERTIO MILLENNIO ADVENIENTE E L'IMPEGNO DEL SANTO PADRE A DIVULGARE LA GIOIA DELL' EVENTO GIUBILARE

Già dall’inizio del Pontificato di Giovanni Paolo II l’evento giubileo è stato centrale nella vita del Santo Padre. Già il cardinale Wyszynski lo invita ad essere guida di questa Chiesa che si avvia verso il terzo millennio cristiano: in effetti la Chiesa Cattolica si prepara a questo straordinario evento dal concilio Vaticano II nel quale i Padri Conciliari e quelli dei sinodi posteriori si impegnano ad istruire fedeli sulle dottrine riguardanti il Giubileo inquadrando Gesù Cristo come centro del Cosmo, del tempo e della storia. Si ricorda come nell’incarnazione di Dio è il Signore che si degna di visitarci, è il divino che si introduce nell’umano, non è più l’uomo alla ricerca di Dio ma è Lui che si umilia nella condizione umana per Salvarci. Cristo salvezza dell’umanità tutta. In effetti il Giubileo non è soltanto una scadenza cronologica bensì l'adempimento in Cristo di tutta la Storia precedente che non viene più vista come un insieme di avvenimenti che proseguono e si sviluppano in senso circolare, ripetendosi all’infinito (visione greca) ma come un susseguirsi lineare di eventi volti ad un termine, ad una meta precisa: il Cristo Alfa ed Omega, Signore della Storia.

Il Santo Padre, Giovanni Paolo II, si adopera ancor più personalmente alla divulgazione dei messaggi giubilari, delle dottrine su questo bimillenario di Cristo che la Santa Chiesa Cattolica celebra con gioia (è il tempo di grazia, adempimento del tempo per Tutta l'umanità) e con solennità. Il Pontefice, in effetti, ha preparato e compiuto un itinerari di pellegrinaggi volti a preparare il grande evento ripercorrendo un po’, in "tappe ecumeniche", le stesse tappe dell’umanità che portarono alla Redenzione in Gesù Cristo. Ecco perché il Papa vuole dare a questo Giubileo un’impronta fortemente ecumenica (vedi enciclica Dominum et vivificantem n.50) per seguire il soffio dello Spirito Santo per i "gentili", andando al largo sin dove Lui spingerà la Chiesa.

Il papa come abbiamo visto s’adopera personalmente per rispondere all’invito del cardinale Wyszynski perché sente l’Anno Santo come un appuntamento personale con Cristo Incarnato e desidera che tutto il popolo che Gesù ha redento senta l’evento altrettanto fortemente facendo riflettere i Cristiani su quel tempo d’avvento Messianico tanto lieto, non tanto diverso dal tempo di preparazione al Giubileo del 2000, celebrazione del bimillenario dell’Incarnazione.

 

NUCLEI FONDAMENTALI DELLA T.M.A.:

Anno Santo 2000: finalità e caratteristiche

Quello del 2000 dovrà essere il "grande" giubileo, un'occasione storica di notevole importanza perché la ricorrenza venticinquennale segna il cambio di secolo e il passaggio del millennio. Il duemila deve rappresentare la data di una forte e consapevole ripresa della fede e della testimonianza cristiana.

 

  • L’ECUMENISMO

Nella Tertio millennio adveniente è sottolineato che il giubileo del 2000 deve superare i confini ecclesiali e confessionali per diventare una forte testimonianza ecumenica. In questa lettera il Papa invita la Chiesa ad un esame di coscienza in merito alle divisioni avvenute tra i cristiani, sollecita opportune iniziative ecumeniche, implora Dio che cresca l’unità tra tutti i cristiani, si augura intense ecumeniche nella preparazione e realizzazione dell’Anno Santo. Ritiene che vivendo con spirito ecumenico il giubileo esso acquisterà ancora più forza.

Un’altra finalità del giubileo è quella di aiutare a superare la chiusura, le differenze e le competitività reciproche per ricavarne un’occasione di collaborazione fraterna ed evitare forme di confronto sterile o d’approvazione.

 

  • IL DIALOGO CON LE ALTRE RELIGIONI

Il concilio Vaticano II, con il documento "Nostra Aeatate" ha inaugurato una nuova e convinta stagione d’incontri e dialogo tra la chiesa Cattolica e le altre religioni. Il dialogo interreligioso è necessario per risolvere problematiche del mondo che richiedono un comune sforzo di tutte le religioni.

Nel giubileo avverranno incontri comuni in luoghi di valenza simbolica per le tre grandi religioni monoteiste (Betlemme, Gerusalemme e il Sinai) e anche nelle città importanti per le alte fedi religiose. Per il raggiungimento di quest’obiettivo è stato importante l’incontro di preghiera, il digiuno e il pellegrinaggio per la pace avvenuto ad Assisi nel 1986.

 

  • IL GIUBILEO E LA SUA VALENZA SOCIALE

Il giubileo ha una notevole valenza sociale per il suo carattere religioso. Per gli ebrei il giubileo è emanato da Dio stesso ogni cinquant’anni per la remissione dei debiti, aiuta i poveri, livella le difficoltà e ristabilisce la giustizia. Per il Cristianesimo è l’occasione della celebrazione e della riconciliazione di Dio con gli uomini e degli uomini tra loro, con il superamento delle divisioni, dello sfruttamento, della disuguaglianza. ( L. Di Negro, Il significato del giubileo sociale)

Già Paolo VI nella lettera apostolica di indizione dell’anno Santo del 1975 rimarcava il valore sociale e non solo religioso dell’anno giubilare (Paolo VI, Indizione Anno Santo 1975). La Tertio millennio adveniente ritorna con decisione sull’idea di un "giubileo sociale". I libri del Levitico, dell’Esodo e del Deuteronomio offrono riguardo all'anno sabbatico e a quello giubilare alcune prescrizioni che restano chiari segnali di come queste ricorrenze dovessero essere tempi di "emancipazione di tutti gli abitanti bisognosi di liberazione" (Tertio millennio adveniente, n.12). In tali anni la terra restava a riposo e ognuno poteva raccogliere i frutti che spontaneamente essa dava; gli schiavi erano liberati, i debiti rimessi, le terre vendute ritornavano ai proprietari.

L’anno giubilare doveva restituire l’eguaglianza tra tutti i figli di Israele, schiudendo nuove possibilità alle famiglie che avevano perso le loro proprietà e perfino la libertà personale… (Tertio millennio adveniente, n.13).

Le ragioni di tutto questo altamente teologiche: Dio solo, come Creatore, ha il dominio sul creato e tutte le ricchezze della creazione sono da considerarsi come un bene comune dell'intera umanità. Il giubileo, dunque, doveva servire a ristabilire anche questa giustizia sociale. Il Papa evidenziando a più riprese questo valore sociale, rivolge l'invito a un serio esame di coscienza anche in merito ad errori commessi in campo economico e politico e ai cristiani, in particolare, chiede di verificare le proprie responsabilità in gravi forme di ingiustizia ed emarginazione.

Ricordando che Gesù è venuto per evangelizzare i poveri, Giovanni Paolo II rivolge un appello estremamente coraggioso:

"Così, nello spirito del Levitico (25,8-28), i cristiani dovranno farsi voce di tutti i poveri del mondo, proponendo il giubileo come un tempo opportuno per pensare, tra l'altro, a una consistente riduzione, se non proprio al totale condono, del debito internazionale, che pesa sul destino di molte Nazioni. (Tertio millennio adveniente, n.51.).

E alla Chiesa ricorda l'opzione preferenziale per i poveri e gli emarginati: la Chiesa sceglie di assumere in modo più deciso anche l'impegno della povertà evangelica:

"Questa non è una scelta pauperistica, che comporta la rinuncia a conseguire il benessere economico. Esige, piuttosto un preciso ridimensionamento dei fini e dei mezzi in rapporto al vero fine dell'attività economica, che è l'uomo, tutto l'uomo e tutti gli uomini, nessuno escluso, a cominciare dagli ultimi". (T.Bertone, La Chiesa e l'impegno per la giustizia, in A.A.V.V., Verso il grande giubileo del 2000, Editrice AVE, Roma 1995 p.88).

 

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