FISICA E SCIENZA NEL MEDIOEVO

 

Sommario      

 

RAPPORTO FRA SCIENZA E FEDE

 

IPSE DIXIT

 

LE SCUOLE PRINCIPALI  -     La scuola di Chartres

-         I Francescani di Inghilterra e Ruggero Bacone

-         I Fisici di Parigi

-         I Calculatores di Oxford

 

LA FISICA SPERIMENTALE E LA DINAMICA

 

IL RINNOVAMENTO DELLA MECCANICA

 

MEDICINA E ALCHIMIA

 

LO SVILUPPO DELLA TECNICA

 

BIBLIOGRAFIA

 

AUTORI

 

 

 

RAPPORTO FRA SCIENZA E FEDE

 

La fede e tutto ciò che concerne la religione occupano nel Medioevo un posto di rilievo assoluto: durante i primi secoli, con la Patristica e la definizione dei dogmi cristiani, tutta l’attenzione dei sapienti si concentrò su filosofia e teologia, e punto o poco fu prodotto in campo scientifico. Quando finalmente l’interesse si spostò, gli atteggiamenti furono differenti; la filosofia Scolastica mirava infatti a trovare giustificazioni razionali ai dogmi definiti dalla Patristica. Essendo la religione il perno dell’universo medievale, tutto doveva essere sottoposto ad essa. Tendenti a conciliare la scienza e la fede furono per esempio Gerberto di Aurillac e, in seguito, S.Tommaso d’Aquino: egli riuscì a integrare la filosofia classica, in particolare Aristotele, con la filosofia cristiana, ricorrendo in questo anche a modificare, se necessario, le teorie del filosofo greco. Una posizione opposta fu quella di Manegoldo da Lautenbach, posizione che riflette la preoccupazione della Chiesa per la crescente diffusione di opere come il Timeo di Platone a proposito delle origini del mondo e dell’uomo; Manegoldo infatti si opponeva alla ricerca razionale della verità, affermando che il buon cristiano doveva attenersi esclusivamente a quanto contenuto nella Bibbia. Altri invece, come Abelardo, furono dell’opinione che la scienza dovesse essere slegata e non sottoposta all’etica.

Contestualmente si aprì un dibattito fra razionalisti ed empiristi, i primi del parere che la verità fosse raggiungibile solo attraverso l’intelletto e ragionamenti di tipo più o meno astratto; i secondi, di contro, convinti che la base per arrivare alle verità universali si trovasse nella realtà stessa, la quale andava perciò soggetta a studi e osservazioni. In merito, Ruggiero Bacone definì l’esperienza come fonte ultima della conoscenza e vide nella ragione solo lo strumento nelle mani dell’uomo per interpretarla.

La definitiva separazione fra fede e scienza giunse con Guglielmo da Occam, il quale considerava la scienza frutto di esperienza sensibile, dunque conoscibile dall’uomo, mentre la fede derivava da un’esperienza ultrasensibile, non appartenente alla razionalità dell’uomo.

 

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IPSE DIXIT

 

La fisica aristotelica era essenzialmente qualitativa e finalistica ( cioè ricercava soprattutto l’essenza delle cose, ovvero la loro forma, e il fine al quale tendono ).

La scienza antica e medioevale (nella sua componente aristotelica), inoltre, rappresentava la realtà secondo un modello biomorfico, cioé nella forma di un organismo vivente, composto di molti organi tutti miranti ad un fine.

Tale concezione fu adottata a pieno per tutto il Medioevo: la Chiesa infatti accettava come valida solo ed esclusivamente la fisica aristotelica; e fu proprio il Clero che decise di condannare soprattutto scienziati “nuovi” come il polacco Copernico e il nostro Galileo per le loro teorie che contrastavano con la fisica introdotta dall’ingegnoso filosofo e biologo greco.

Gli scienziati moderni si servirono comunque di una scienza coltivata nella antichità e nel Medioevo, l’unica strutturata secondo dimostrazioni rigorose, cioè capaci di pervenire a conclusioni necessarie: la matematica, in particolare la geometria, condotta ad una sistemazione rigorosamente assiomatico-deduttiva dai Greci e riscoperta tra il ‘400 e ‘500  grazie allo studio dei testi antichi.

 

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LE SCUOLE PRINCIPALI

 

Una parentesi va dedicata alle scoperte degli Arabi, poiché tutta la cultura europea ne risentì l’influenza.

Avvalendosi anche di numerose traduzioni dei maggiori capolavori di letteratura greca, gli arabi effettuarono numerosi progressi in materia scientifica; sta a loro la radicale trasformazione dell’Alchimia, importanti studi di ottica e fisica, e soprattutto di medicina, come vedremo in seguito.

 

Le innovazioni e gli studi principali compiuti in fisica durante il Medioevo appartengono a differenti scuole.

 

-La Scuola di Chartres-

 

Ivi fu dedicata grande attenzione alla ‘filosofia della natura’ attraverso una concezione razionale dei fenomeni fisici; da una parte, gli appartenenti alla Scuola coltivarono lo studio dei classici, soprattutto di Platone, dall’altra indagarono in modo diretto i fenomeni naturali, dando l’avvio a un tipo di approccio più empirico con la realtà, considerata come l’attuazione di leggi ideali; leggi ideali che potevano però essere definite solo attraverso la ricerca attiva, e non con costruzioni logiche posate su basi puramente teoriche. Questo distacco della scienza dalla pura astrazione portò anche a una laicizzazione della cultura, che non dipendeva più esclusivamente dai dogmi prestabiliti dalla Chiesa.

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-I Francescani di Inghilterra-

 

Tra essi emersero soprattutto Guglielmo da Occam, filosofo, e

 

RUGGERO BACONE

Con Ruggero Bacone penetriamo sempre più, grazie ad una concezione molto elaborata della scienza sperimentale, nel campo delle conoscenze positive,non solo in chimica ma anche e soprattutto in fisica.

Nonostante sia stato a lungo criticato dagli storici per essersi richiamato troppo alle esperienze già fatte da alcuni suoi predecessori senza verificare con una ricerca diretta le loro tesi, va detto che alcuni interessanti risultati furono da lui ottenuti.

In molti testi di Bacone il termine EXPERIMENTA comporta un senso più o meno ermetico, che rimanda ai procedimenti alchimistici, forse in parte anche magici, comunque scarsamente sperimentali, nella moderna accezione del termine. Ma, a parte ciò, quando Bacone ricorre all’esperienza intende in genere riferirsi proprio a osservazioni positive e anche a veri e propri esperimenti. Anzi, il ruolo attribuito alla constatazione dei fatti non costituisce qualcosa di secondario , ma di essenziale per la conoscenza della natura.

Il ragionamento dovrà pertanto dipendere dall’esperienza, come esplicitamente risulta da molti passi di Bacone. Che vi sia in Bacone una teoria intuizionista della conoscenza si può convenire, e anche a ragione, senza per questo pensare all’impossibilità di mantenere al ragionamento il suo ruolo nel metodo induttivo. Al contrario proprio di questo metodo si tratta, quando Bacone insiste sulla necessità di ricorrere all’esperienza. Egli sa che un insieme di osservazioni non può costituire una vera scienza e si mostra contrario alla ricerca delle cause, intese come cause occulte. Da quanto detto risulta che Bacone avanza, non senza qualche incertezza facilmente spiegabile, una prima approssimativa costruzione della scienza sperimentale e del metodo induttivo che la sorregge.

In particolare tale metodo viene più facilmente applicato all’acustica e all’ottica. Fra i contributi di ottica geometrica più interessanti ricorderemo l’esatta determinazione del fuoco negli specchi sferici che testimonia chiaramente come egli seppe ricorrere a validi esperimenti e applicarvi con successo il calcolo. Inoltre egli rivolse la sua attenzione all’esame dell’arcobaleno individuandone la causa nella rifrazione dei raggi solari nelle gocce di pioggia.

 

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-I Fisici di Parigi-

 

Fra essi spiccano i nomi di Buridano e Alberto di Sassonia, i quali ripresero in esame le teorie di Aristotele, per correggerle; si occuparono dello studio della gravità e della caduta dei gravi, e svilupparono la teoria dell’Impetus, affine in realtà a quella di Aristotele, e ancora ancorata al principio secondo cui i corpi si muovano soltanto grazie a forze.

 

-I Calculatores di Oxford -

 

I cosiddetti Calculatores di Oxford non accettarono la teoria francese dell’impetus e operarono interessanti ricerche in campo fisico, con lo studio delle grandezze variabili attraverso l’utilizzo dei grafici, costruendo così i primi principi di cinematica.

 

 

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LA FISICA SPERIMENTALE E LA DINAMICA

 

Alcuni risultati di rilievo nel campo della fisica sperimentale furono ottenuti da numerosi scienziati arabi. I problemi venivano affrontati secondo un metodo non molto lontano da quello che esige la vera fisica e il ricorso all’esperienza costituiva l’essenza stessa dei procedimenti validi in questo settore.Come emerge dagli studi di Alhazen,scienziato arabo di grande rilievo,infatti i nuovi elementi di calcolo e la nozione stessa di seno furono affiancati dall’esperienza grazie alla quale il fisico potè fare molte scoperte nel campo dell’ ottica.

Una medesima attitudine scientifica anima le ricerche  condotte da Albiruni per la determinazione dei pesi specifici. Chiaramente ispirato dalla scoperta archimedea,utilizzò a tal fine il suo “strumento conico” nella seguente maniera. Dopo aver accuratamente pesato una sostanza, l’introduceva in questo strumento riempito d’acqua,poi pesava l’acqua rimossa, a cui un foro opportunamente praticato nello strumento permetteva l’uscita. Il peso specifico era costituito dal rapporto tra il peso del corpo e quello dello stesso volume d’acqua.

Egli inoltre stabilì il rapporto tra l’acqua calda e l’acqua fredda(indicazioni più precise sulla temperatura non erano allora possibili mancando i termometri) a 0,041677.

Al-Khazini doveva più tardi apportare alcuni perfezionamenti al metodo,consistenti soprattutto nell’impiego di bilance più precise da lui stesso ideate e realizzate e, per i liquidi,di un areometro simile a quello usato dagli alessandrini.

Importante fisico fu anche Filopono,precursore greco della teoria dell’impetus,che nel Medioevo contribuì fortemente a liberarsi dalle sbagliate concezioni aristoteliche del moto e delle sue condizioni. Per Filopono infatti la persistenza del moto dei proiettili dipendeva da una “forza comunicata, chiamata nel Medioevo “vis impressa” o “impetus”.

Questa teoria verrà poi applicata da Avicenna per indicare la forza che permette a un mobile distaccato dal suo motore di continuare il moto (inclinazione violenta).

Da ciò deriva che il movimento continuerebbe all’infinito poiché,in assenza di ostacoli,la forza motrice comunicata a questo corpo non si esaurirebbe né indebolirebbe.

L’eternità del movimento violento non impedito da ostacoli spazza via una delle principali differenze che separano la teoria di Filopono dalla dottrina moderna dell’inerzia.

Bastava che Avicenna e i suoi successori avessero abbandonato i pregiudizi derivanti dalla filosofia aristotelica, e avessero fondato il loro sistema di fisica su un caso limite: il moto violento nel vuoto.

I filosofi arabi non hanno cominciato questo lavoro,anzi non ne hanno neanche avuto un’idea.

 

 

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IL RINNOVAMENTO DELLA MECCANICA

 

L’influenza crescente di Aristotele, positiva in certi campi, rischiava di avere conseguenze negative in meccanica.Essa venne influenzata da alcuni scienziati arabi che, pur rifacendosi per molti aspetti all’aristotelismo,avevano dedicato una particolare attenzione alla fisica di Filopono.

Si occuparono del problema dell’accelerazione della caduta dei corpi, dovuta all’effetto complessivo della sua azione esercitata dalle inclinazioni successive.

Si capì così che una forza  costante genera un movimento accelerato,contrariamente all’idea aristotelica che una forza costante produce un movimento uniforme.

Per quanto riguarda l’impetus, questa “forza motrice” impressa al mobile dal motore s’indebolisce,per l’intervento della “gravitas”, che tende a ricondurre il proiettile nel suo luogo naturale (la teoria aristotelica dei luoghi naturali non è abbandonata).

Applicando la teoria dell’impetus ai movimenti dei corpi celesti,Buridano potè fare a meno, nella loro spiegazione, di ogni altra azione eccetto dell’impeto originariamente impresso da Dio.

Occorre guardarsi dal fare raffronti forzati con il principio d’inerzia, perché l’impetus, come prova chiaramente la sua applicazione ai movimenti celesti, poteva avere tanto una direzione circolare quanto rettilinea. Comunque sia, ci troviamo di fronte a idee eccezionalmente feconde per i progressi ulteriori della meccanica.

 

 

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MEDICINA E ALCHIMIA

 

Un particolare contributo alla medicina medievale venne dalla civiltà araba; medici arabi come Al Rhazes scrissero opere su alcune malattie infettive e intere enciclopedie mediche; ma questa scienza continuava ad essere spaccata in due; da una parte, la medicina teorica, profondamente legata alla filosofia, dall’altra la chirurgia, considerata né più né meno una mansione da tecnici e non da scienziati; i progressi inizieranno con l’applicazione della meccanica alla biologia, con la conseguente nascita della Iatromeccanica, ed una più precisa conoscenza del corpo umano; le principali scuole mediche medievali furono due: quella Salernitana e quella di Montpellier, entrambe soggette a influssi arabi, ed entrambe del tutto indipendenti dalla Chiesa, più legate all’aspetto pratico dell’arte medica che a quello teorico; ulteriori passi avanti furono fatti dall’Università di Padova e dalla Scuola Medico-Anatomica di Bologna, dove venivano praticate anche dissezioni e autopsie di corpi umani.

 

L’alchimia può essere considerata a pieno titolo come progenitrice della chimica moderna; essa studiava le interazioni fra le sostanze, la loro decomposizione, le loro caratteristiche, allo scopo di identificare la formula del favoloso elisir di lunga vita, la pietra filosofale o il modo per mutare i metalli vili in oro o argento; in essa la componente scientifica era fortemente mescolata a quella magica. Alcuni nomi di spicco in Italia furono Arnaldo da Villanova, autore de ‘Sulla conservazione della giovinezza’ e scopritore fra l’altro dell’alcool, e Raimondo Lullo, autore dell’Ars Magna.

Un personaggio di rilievo nello studio delle scienze naturali fu Alberto Magno; gran conoscitore di Aristotele, aveva un particolare gusto per la ricerca del fatto puntuale, e si occupò di geologia, botanica e zoologia.

 

L’astronomia medievale ‘ereditò’ dalla classicità numerose opere, ma difettava di carattere analitico e di rigore metodologico. Pertanto vi mancavano elementi di critica alle teorie e ciò spiega perché il modello tolemaico venne accettato anche negli ambienti scientifici più qualificati per oltre un millennio. L’astronomia ricevette grande impulso dall’astrologia, accettata dalla religione non già come previsione di un futuro prestabilito, ma come metodo di comunicazione con le “intelligenze celesti”, espressioni di Dio e responsabili della ripartizione della virtù negli esseri umani. La massima sintesi del pensiero astronomico medioevale è senza dubbio nell’opera di Dante Alighieri.

 

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LO SVILUPPO DELLA TECNICA

 

Nel campo strettamente tecnico delle ‘nuove invenzioni’ figurano nel Medioevo innovazioni importanti come la bussola, strumento costituito da una rosa dei venti disegnata su un quadrante, suddiviso in 360°, dal cui centro sporgeva un asse sulla punta del quale era libero di ruotare sul piano orizzontale un ago magnetico: per effetto del campo magnetico terrestre, questo si disponeva in direzione NS, cioè lungo la linea del meridiano terrestre magnetico che in prima approssimazione, lontano dai poli, coincideva con il meridiano geografico; esso consentiva di orientarsi anche senza punti di riferimento e, soprattutto, era di dimensioni che ne consentivano il trasporto; poteva quindi essere posto sulle navi e consentire maggiore sicurezza nell’orientamento, in alternativa all’astrolabio, che permetteva di orientarsi guardando le stelle, ma che aveva il difetto di risultare assolutamente inutile in caso di cielo coperto. Un’altra invenzione rivoluzionaria fu l’orologio; grazie ad esso, il tempo entrò a far parte delle grandezze misurabili, e diventò così più gestibile per l’uomo, che seppe sfruttare la nuova condizione soprattutto sul frangente commerciale.

 

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BIBLIOGRAFIA

 

Geymonat – Enciclopedia di Scienza e Filosofia

Storia della scienza – a cura di Maurice Daumas

http://www.sapere.it

http://www.racine.ra.it/planet/testi/indtesti.htm

 

 

 

AUTORI

Gianlupo Bedeschi

Jenny Cavallo

Francesca Galli

Alessandro Oliva

 

 

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