IL PROBLEMA DELLA CONOSCENZA

 

Sommario

 

 

ANALISI DEL LIBRO "PALOMAR" DI ITALO CALVINO  -     Indicazioni bibliografiche

-     Riflessione finale: perché la fisica di Calvino non funziona

 

IL PUNTO DI VISTA: LIMITE ALLA CONOSCENZA DELLA REALTA'

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE (A. I.)  -     Introduzione

-         Alcune definizioni storiche di Intelligenza Artificiale

-         A. I. : Accenni filosofici

 

CONCLUSIONI  -     Riflessioni relative all'intero approfondimento sul problema della conoscenza

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE

 

AUTORI

 

 

Analisi del libro "PALOMAR" di Italo  Calvino

Consultare:  http://www.racine.ra.it/planet/testi/palomar.htm  -  Palomar guarda il cielo – di Oriano Spazzoli.

 

Riflessione finale: perché la fisica di Calvino non funziona

Calvino nel libro "Palomar" manifesta una totale sfiducia per il metodo scientifico:il suo personaggio cerca in ogni modo di "comprendere" l'Universo fallendo tuttavia ripetutamente senza riuscire a vedere una soluzione; sembra che la natura sia troppo complicata e troppo caotica. Il  signor Palomar, infatti, nella sua grande volontà di osservare e capire il mondo,non ha, come si usa dire , metodo: egli si ferma sempre al particolare e non riesce mai a generalizzare un'osservazione o un risulatato, mentre la scienza, fino a questo momento, è sempre proceduta per generalizzazioni. Palomar scompone, a modo suo; ogni fenomeno fisico, ma solo per rimescolare gli elementi in un disordine in cui non gli riesce di capire più nulla ed è costretto a lasciare perdere.Nel caso delle onde del mare,Palomar considera che la natura di un'onda dipende dal vento (modulo, direzione e verso), dal fondale, dalla geometria della costa, ecc. Cerca di ritagliare un quadrato di superficie del mare e studiare solo quella zona senza lasciarsi distrarre dal resto; ma a questo punto,Palomar si blocca, non riesce più a ragionare e si trova solo con un gran cerchio alla testa. Cosa è successo? Palomar ha avuto la pretesa di "vedere"tutti i singoli eventi che, complessivamente, danno origine ad una certa onda, e tutti contemporaneamente, di primo acchito. Sicuramente non è questo il metodo che ci ha voluto insegnare Galileo. Calvino costruisce un discorso di tipo filosofico (ossia l'inconoscibilità del mondo) applicando la logica a delle false ipotesi scientifiche, o meglio, un metodo di lavoro non  scientifico.

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Il punto di vista:limite alla conoscenza della realtà

Consultare: http://newk.alma.unibo.it/oscar/cognit/parte01.htm  -  Processi cognitivi -  di Oscar Bettelli.

 

Intelligenza artificiale (A.I.)

Introduzione

La più nota definizione di Intelligenza Artificiale è quella che fornì Marvin Minsky, da più parti considerato uno dei fondatori del campo disciplinare, nella sua tesi di dottorato del '56. La definizione all'incirca suona così:"E' intelligenza artificiale quel settore dell' informatica che cerca di riprodurre nei computer quel tipo di comportamenti che, quando sono assunti dagli esseri umani, vengono generalmente considerati frutto della loro intelligenza".

 

Oggi non c'è più manuale o articolo di scienze dell'educazione che non tenga conto del contributo che queste discipline hanno ricevuto dal dibattito sviluppatosi nel campo dell'Intelligenza Artificiale(A.I.).

E' questa la ragione per cui riteniamo che alcuni aspetti dell'A.I. facciano ormai parte a pieno titolo del campo dell'indagine della Tecnologia Educativa.

 

L'Intelligenza Artificiale ha sviluppato al proprio interno diversi filoni (paradigmi) che evidenziano l'esistenza di punti di vista differenti sulle possibilità di attuare il suo ambizioso programma.Ognuno di questi paradigmi, in misura diversa, influenza i modi in cui si può rappresentare i processi di apprendimento, le teorie conseguenti e in alcuni casi alcuni aspetti delle pratiche didattiche.

 

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Alcune definizioni storiche di Intelligenza Artificiale

Consultare: http://www.disi.unige.it/person/SissaG/pag1.htm

A.I.: Accenni filosofici

Consultare: http://newk.alma.unibo.it/oscar/cognit/parte08.htm  -  Processi cognitivi  -  di Oscar Bettelli.

 

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Conclusioni

Riflessioni relative all'intero approfondimento sul

 problema della conoscenza.

 

Sulla base delle informazioni raccolte, il problema della conoscenza nasce dalla difficoltà che ha l'uomo nello scoprire la realtà che lo circonda, per poi studiarla e "possederla".

Palomar nelle sue osservazioni si prefigge proprio questo scopo, ma, come abbiamo evidenziato, fallisce ripetutamente, senza raggiungere la verità del fenomeno osservato. A seguito di questa esigenza e frustrazione l'uomo tenta di registrare i dati da lui stesso raccolti in "memorie elettroniche" capaci di memorizzare una grande quantità d'informazioni. Tale procedimento è finalizzato alla conoscenza della realtà nel modo più completo possibile; così da poterla gestire a proprio vantaggio.

Il ragionamento appena esposto porta inevitabilmente a porre dei quesiti:"Potrà mai un'intelligenza artificiale sostituire quella umana? Quando l' uomo potrà veramente conoscere la realtà? Siamo sulla strada  giusta?".

Molti di questi quesiti sembrano irrisolvibili; la posizione di Calvino è chiara:la conoscenza si raggiunge solo dopo la morte.

L'intelligenza artificiale, pertanto può essere solo un tramite attraverso il quale l'uomo può esprimere una visione della realtà che non necessariamente corrisponde alla verità.

 

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Fonti bibliografiche

Italo Calvino – Palomar

http://www.racine.ra.it/planet/testi/indtesti.htm  -  Palomar guarda il cielo

http://newk.alma.unibo.it/oscar/cognit  -  Processi cognitivi (Oscar Bettelli)

http://www.disi.unige.it/person/SissaG/pag1.htm

 

Autori

Emiliani  Filippo

Marzola  Valentina

Zanforlin  Mattia

 

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