ANALISI DEL LIBRO "PALOMAR" DI ITALO CALVINO - Indicazioni bibliografiche
- Riflessione finale: perché la fisica di Calvino non funziona
IL
PUNTO DI VISTA: LIMITE ALLA CONOSCENZA DELLA REALTA'
INTELLIGENZA ARTIFICIALE (A. I.) - Introduzione
-
Alcune
definizioni storiche di Intelligenza Artificiale
CONCLUSIONI - Riflessioni relative all'intero approfondimento sul problema della conoscenza
Calvino nel libro "Palomar" manifesta una totale sfiducia per il metodo scientifico:il suo personaggio cerca in ogni modo di "comprendere" l'Universo fallendo tuttavia ripetutamente senza riuscire a vedere una soluzione; sembra che la natura sia troppo complicata e troppo caotica. Il signor Palomar, infatti, nella sua grande volontà di osservare e capire il mondo,non ha, come si usa dire , metodo: egli si ferma sempre al particolare e non riesce mai a generalizzare un'osservazione o un risulatato, mentre la scienza, fino a questo momento, è sempre proceduta per generalizzazioni. Palomar scompone, a modo suo; ogni fenomeno fisico, ma solo per rimescolare gli elementi in un disordine in cui non gli riesce di capire più nulla ed è costretto a lasciare perdere.Nel caso delle onde del mare,Palomar considera che la natura di un'onda dipende dal vento (modulo, direzione e verso), dal fondale, dalla geometria della costa, ecc. Cerca di ritagliare un quadrato di superficie del mare e studiare solo quella zona senza lasciarsi distrarre dal resto; ma a questo punto,Palomar si blocca, non riesce più a ragionare e si trova solo con un gran cerchio alla testa. Cosa è successo? Palomar ha avuto la pretesa di "vedere"tutti i singoli eventi che, complessivamente, danno origine ad una certa onda, e tutti contemporaneamente, di primo acchito. Sicuramente non è questo il metodo che ci ha voluto insegnare Galileo. Calvino costruisce un discorso di tipo filosofico (ossia l'inconoscibilità del mondo) applicando la logica a delle false ipotesi scientifiche, o meglio, un metodo di lavoro non scientifico.
Consultare: http://newk.alma.unibo.it/oscar/cognit/parte01.htm -
Processi cognitivi - di Oscar
Bettelli.
La
più nota definizione di Intelligenza Artificiale è quella che fornì Marvin
Minsky, da più parti considerato uno dei fondatori del campo disciplinare,
nella sua tesi di dottorato del '56. La definizione all'incirca suona
così:"E' intelligenza artificiale quel settore dell' informatica che cerca
di riprodurre nei computer quel tipo di comportamenti che, quando sono assunti
dagli esseri umani, vengono generalmente considerati frutto della loro
intelligenza".
Oggi
non c'è più manuale o articolo di scienze dell'educazione che non tenga conto
del contributo che queste discipline hanno ricevuto dal dibattito sviluppatosi
nel campo dell'Intelligenza Artificiale(A.I.).
E'
questa la ragione per cui riteniamo che alcuni aspetti dell'A.I. facciano ormai
parte a pieno titolo del campo dell'indagine della Tecnologia Educativa.
L'Intelligenza
Artificiale ha sviluppato al proprio interno diversi filoni (paradigmi) che
evidenziano l'esistenza di punti di vista differenti sulle possibilità di
attuare il suo ambizioso programma.Ognuno di questi paradigmi, in misura
diversa, influenza i modi in cui si può rappresentare i processi di
apprendimento, le teorie conseguenti e in alcuni casi alcuni aspetti delle
pratiche didattiche.
Consultare: http://www.disi.unige.it/person/SissaG/pag1.htm
Consultare: http://newk.alma.unibo.it/oscar/cognit/parte08.htm -
Processi cognitivi - di Oscar Bettelli.
Riflessioni relative all'intero
approfondimento sul
problema della conoscenza.
Sulla
base delle informazioni raccolte, il problema della conoscenza nasce dalla
difficoltà che ha l'uomo nello scoprire la realtà che lo circonda, per poi
studiarla e "possederla".
Palomar
nelle sue osservazioni si prefigge proprio questo scopo, ma, come abbiamo
evidenziato, fallisce ripetutamente, senza raggiungere la verità del fenomeno
osservato. A seguito di questa esigenza e frustrazione l'uomo tenta di
registrare i dati da lui stesso raccolti in "memorie elettroniche"
capaci di memorizzare una grande quantità d'informazioni. Tale procedimento è
finalizzato alla conoscenza della realtà nel modo più completo possibile; così
da poterla gestire a proprio vantaggio.
Il
ragionamento appena esposto porta inevitabilmente a porre dei
quesiti:"Potrà mai un'intelligenza artificiale sostituire quella umana?
Quando l' uomo potrà veramente conoscere la realtà? Siamo sulla strada giusta?".
Molti
di questi quesiti sembrano irrisolvibili; la posizione di Calvino è chiara:la
conoscenza si raggiunge solo dopo la morte.
L'intelligenza
artificiale, pertanto può essere solo un tramite attraverso il quale l'uomo può
esprimere una visione della realtà che non necessariamente corrisponde alla
verità.
Italo Calvino – Palomar
http://www.racine.ra.it/planet/testi/indtesti.htm - Palomar guarda il cielo
http://newk.alma.unibo.it/oscar/cognit - Processi cognitivi (Oscar Bettelli)
http://www.disi.unige.it/person/SissaG/pag1.htm
Emiliani Filippo
Marzola
Valentina
Zanforlin Mattia