PLATONE

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Platone è importante nella storia della matematica in gran parte per il suo ruolo d'ispiratore e guida di altri matematici.

E' forse dovuta a lui la netta distinzione che veniva fatta nella Grecia antica tra l'aritmetica (nel senso di teoria dei numeri) e la logistica (intesa come insieme di regole di calcolo).

Platone afferma nella Repubblica, che l'aritmetica ha un grande potere nell'elevare la mente costringendola a ragionare intorno ai numeri astratti; egli fa riferimento, nell'ultimo libro della Repubblica, a un numero che chiama "Il signore di migliori e peggiori nascite", forse trattandosi del numero 60, che aveva avuto grande importanza nella numerologia babilonese e che Platone poteva aver conosciuto attraverso la mediazione dei pitagorici.

Come nell'aritmetica, Platone riteneva che un abisso separasse gli aspetti teorici da quelli di calcolo, così anche nella geometria egli abbracciava la causa della matematica pura, contrapponendola alle idee materialistiche dell'artigiano o del tecnico.

Egli considerava l'impiego di mezzi meccanici nelle dimostrazioni geometriche come "la pura e semplice corruzione e distruzione di ciò che vi era di buono nella geometria, che voltava così vergognosamente le spalle agli oggetti incorporei dell'intelligenza pura".

E' probabile che Platone sia stato di conseguenza il principale responsabile della restrizione prevalente nella matematica greca a quelle costruzioni geometriche che potevano essere effettuate usando soltanto riga e compasso.

Può darsi che la ragione di tale limitazione risiedesse non tanto nella semplicità degli strumenti usati per costruire rette e cerchi, quanto piuttosto nella simmetria delle configurazioni. Ognuno degli infiniti diametri di cerchio costituisce una retta di simmetria della figura; e ogni punto di una retta di estensione infinita può venire concepito come centro di simmetria, così come qualsiasi perpendicolare alla retta data è una retta rispetto alla quale la retta data è simmetrica.

Nella filosofia platonica la retta e il cerchio avevano un ruolo privilegiato fra tutte le altre figure geometriche. In maniera simile Platone glorificava il triangolo.

Le facce dei cinque solidi regolari secondo la concezione di Platone non erano semplici triangoli, quadrati e pentagoni; ciascuno delle quattro facce del tetraedro, per esempio, si compone di sei triangoli rettangoli più piccoli,

formati dalle altezze delle facce triangolari equilatere.

Per tanto egli pensava che il tetraedro regolare fosse composto di 24 triangoli rettangoli scaleni in cui l'ipotenusa è il doppio di un lato.

Al dodecaedro Platone aveva assegnato un ruolo speciale considerandolo rappresentativo dell'universo; l'associazione dei primi quattro solidi regolari con i tradizionali quattro elementi dell'universo forniva a Platone una teoria unitaria della materia, secondo la quale ogni cosa era composta di triangoli rettangoli ideali.

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