LE SCIENZE MATEMATICHE AL TEMPO DI PLATONE
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presso gli antichi Greci”)
Platone nella Repubblica prescrive ai futuri governanti
dieci anni di studio delle scienze matematiche, indicando tra queste la
geometria (piana e solida), l'aritmetica, l'astronomia e l'armonica (scienze
dell'armonia).
Queste discipline a suo tempo erano in una fase di
sviluppo avanzato, ma ad esse Platone diede indubbiamente un importante contributo
GEOMETRIA
La geometria aveva già raggiunto l'assetto di vera e
propria scienza con i pitagorici nel quinto secolo.
Al tempo di Platone, vissero illustri geometri come
Leodamante di Taso, Archita di Taranto e Teeteto; costoro accrebbero il numero
di teoremi e diedero loro un ordinamento più specifico.
Fu proprio nella scuola di Platone, l'Accademia, che
emerse la contrapposizione tra procedimento per problemi, consistente nel
cercare dei principi, che permettano di costruire qualcosa che ancora non si
conosce e il procedimento per teoremi, consistente nel partire da principi, o
elementi, già noti per dedurne le conseguenze che ne derivano. Probabilmente i
due procedimenti furono teorizzati dallo stesso Platone rispettivamente col
nome di analisi (risoluzione e scomposizione) e sintesi (o composizione).
ARITMETICA
Alla geometria era strettamente legata l'aritmetica
specialmente per i concetti di potenza ( quadrato, cubo ecc.) e di radice
(quadrata, cubica ecc.) nonché per la teoria della proporzione (progressioni o
medie o analogie).
Allo studio dei primi avevano già dato un contributo
decisivo i pitagorici, sviluppato poi dai geometri del tempo di Platone.
Presso i greci l'aritmetica non progredì quanto la
geometria, sia a causa della macchinosità del sistema si segni
usato per indicare i numeri, sia per la mancata conoscenza dei numeri negativi
e delle frazioni. Certamente dovette contribuire all'approfondimento del
concetto di numero la dottrina platonica delle idee-numeri e dei loro principi,
che rivela che i numeri erano concepiti come rapporti
tra grandezze commensurabili e incommensurabili.
Al tempo di Platone pare che risalga la scoperta dei
numeri primi, cioè non divisibili altrimenti che per se stessi e per uno.
ASTRONOMIA
Platone esponeva un completo sistema astronomico
consistente nel porre la terra sferica e immutabile al centro dell'universo e
nel supporre la rotazione intorno ad essa dei vari
pianeti. Restava da spiegare l'apparente irregolarità
del moto dei pianeti. Eudosso diede una geniale
soluzione, immaginando che il moto di ciascun pianeta sia
la risultante dei moti di più sfere concentriche, dotate di assi diversamente
inclinati, ma collegate tra loro per i poli ruotanti a velocità diversa.
Si tratta quindi di una concezione rigorosamente
geometrica dell'astronomia.
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