l’anteprima
Comincia in trasferta l’avventura di
Strade Blu 2004. La rassegna
modiglianese, organizzata dall'associazione culturale Big Ben e dedicata a tutte
le sfumature dell’american music, si apre quest’anno a Faenza con una
straordinaria anteprima, confezionata in collaborazione con Museo Carlo
Zauli e Clan Destino. Un inedito viaggio fuori porta per Strade
Blu, kermesse nata e cresciuta fra le mura di Modigliana.
"Le Strade Blu sono per definizione in movimento
– spiega Massimo Billi di Big Ben, coordinatore tecnico della rassegna –
per cui non deve stupire questa uscita fuori dalle nostre mura tradizionali.
Questa anteprima ci dà la possibilità di stringere il rapporto con due realtà
faentine che stimiamo e che sentiamo vicine al nostro percorso. Sia il Clan
Destino che il Museo Carlo Zauli sono luoghi dove le forme d’arte si incontrano
e dialogano. Realtà con cui contiamo di allacciare rapporti sempre più stretti.
A luglio, poi, si torna a Modigliana con i dodici appuntamenti del cartellone
ufficiale".
Il programma dell’anteprima – ad ingresso gratuito, come
nella tradizione di Strade Blu – vedrà sul palco due delle
formazioni più apprezzate della nuova scena internazionale.
Aprono domenica 23 maggio gli australiani The Devastations con un rock noir e poetico – a metà strada fra Byrds e Nick Cave - che ha già fatto innamorare grandi nomi della critica internazionale. Fra i loro fa più accessi ci sono lo stesso Nick Cave, i Dirty Three e i Black Heart Procession. Un grande gruppo dal futuro importante.
Il giovedì successivo, 27 maggio, sul palco saliranno invece Cocorosie. Le due sorelle di New York City con il loro recente La Maison de mon Reve (9/10, disco del mese e copertina su Blow Up) sono diventati uno dei più clamorosi fenomeni discografici dell’ultima stagione. Osannate dalla critica, sono state la vera rivelazione dell’ultimo South by Southwest, la vetrina della musica indipendente internazionale che si tiene ogni anno in Texas. Fragili costruzioni di folk contemporaneo a mezza via fra la terra e il sogno.
I concerti inizieranno alle 21,30, l’ingresso è gratuito.
Per info 320 037 4633 oppure 0546-942950. Email: big.ben@libero.it
NOTE STAMPA:
THE DEVASTATIONS
"Canzoni impregnate di uno spirito noir che ti abbracciano con il più mortale degli abbracci". "I paragoni sono ingombranti ma i Devastations riescono ad eluderli grazie ad un ispirato songwriting ed alle splendide interpretazioni vocali di Conrad Standish". "Come una jam-session tra i Giant Sand e Nick Cave, ballate degne dei migliori Tindersticks, brani che non sfigurerebbero in un album dei Calexico"
"Chissà quali sotterranei legami, quali imperscrutabili affinità legano l’Australia a Berlino, luoghi che non si potrebbero immaginare più diversi per storia e clima. Fatto è che dopo Nick Cave altri australiani (oltretutto suoi concittadini: Melbourne) trovano una seconda patria nella capitale tedesca. Non è il solo punto di contatto con Cave, siccome gli Einsturzende Neubauten li hanno presi sotto protezione e Rowland S. Howard e Dirty Three sono loro grandissimi estimatori. Come del resto Cat Power, Tindersticks, Black Heart Procession. L’omonimo debutto dei Devastations giustifica gli entusiasmi e per immaginarlo non dovete far altro che mischiare nella vostra testa tutti i nomi succitati. Che fate? Siete ancora qui? (Eddy Cilìa)"
COCOROSIE
"Due sorelle, Bianca e Sierra, lontane per anni e ritrovate a Parigi. Due voci, una chitarra, un piano solitario. E poi rumori, lattine che rotolano, scricchiolii. Melodie concise e piccoli spazi familiari. Dodici istantanee che odorano di pioggia e di inverno appena concluso. Un’eleganza che seduce, in equilibrio fra appoggi alla tradizione (Jesus Hearts me) e scatti in avanti (West Side)" (da MUSICA DI REPUBBLICA)
"La favola diramata a scopi promozionali vuole che una coppia di sorelle, una cantante lirica, l'altra poetessa, si ritrovi in un appartamento parigino. Bianca e Sierra Casady recuperano gli antichi giochi infantili come truccarsi da pierrot, farsi i baffi o giocare ai burattini, e i soprannomi di fantasia che si erano create da bambine: rinascono Coco e Rosie. I giochi e le cantilene diventano esperimenti musicali e vengono registrati su nastro. In un trionfo di lo-fi e rumori casalinghi nasce un disco (CocoRosie "La Maison de Mon Rêve") che nello stesso tempo è blues, è folk, è hip-hop, è gospel, è pop, è lieder lirico, pur non essendo niente di tutto ciò. A tratti sembra di ascoltare le intuizioni poi inflazionate di Moby in "Play": voci che provengono dal delta del Mississippi con le quali le sorelle duettano accompagnate dall'arpeggio di una chitarra e dal suono di posate e di rumori di sveglie. Ma in realtà è molto di più, dentro e fuori dall'America. Si risentono gli esperimenti tra folk e musica concreta del "Requia" di John Fahey. Oppure è come se i sussurri autistici e raggomitolati di Stina Nordenstam fossero accompagnati dal sampling elettro-acustico dei Matmos di "The West" e "The Civil War", o dai rumori gentili eppur nervosi dei Mùm. Il disco più nero ed evocativo della vecchia America di questi giorni nasce a Parigi e da due sorelle bianchissime. Bello e consolatorio come poche cose oggi, in una primavera che ha tutto dell'inverno più grigio"