Quali sono i mezzi per raggiungere gli obiettivi sopra citati? Noi proponiamo questi:
1) Basta con l'assistenzialismo di maniera, come
è
stato fatto fino ad ora in cui si sono sprecati migliaia di miliardi
senza
ottenere dei risultati concreti. Sappiamo infatti che gran parte
di questi fondi sono andati per acquistare armamenti, per
tangenti
e per fare delle cattedrali nel deserto.
2)Il problema della fame nel mondo sarà ancora
presente per molto tempo, si dovrà quindi per forza assistere
con
viveri migliaia di poveri, ma questi viveri dovranno essere dati in
cambio
di qualcosa. Il qualcosa dovrà essere concordato con i
governanti
dei paesi oggetto dell'assistenza e in forma tassativa, pena
l'astensione
da ogni aiuto. Le organizzazioni umanitarie internazionali potranno
intervenire
comeforma di pronto soccorso e di massima urgenza, ma successivamente
dovranno
essere sostituite o integrate da organizzazioni internazionali dei
paesi
occidentali che fanno un patto chiaro e concreto con i governanti di
questi
paesi bisognosi di aiuto.
3) Per generare lo sviluppo in questi paesi poveri
occorreranno
tanti soldi, ma i maggiori investimenti dovranno essere indirizzati
sulla
formazione professionale e non solo in infrastrutture. Occorre
cioè
investire in cultura attraverso la creazione di scuole di formazione
professionale,
di agricoltura, meccanica, di manager per formare piccoli artigiani,
commercianti,
agricoltori specializzati, imprenditori ecc. ecc. Non si
può
generare sviluppo se non c'è la cultura del lavoro e della
piccola
impresa che deve operare in un mercato libero, ma con regole ben
precise
che non siano solo quelle del profitto sfrenato, ma che consentano
spazi
per tutti.
4) Sappiamo che tanti paesi del Terzo Mondo sono
fortemente
indebitati con i paesi ricchi e questo impedisce lo sviluppo
perché
gran parte delle risorse sono indirizzate verso il pagamento degli
interessi
e rimborso dei crediti concessi. Occorre che i creditori si accordino
su
un congelamento di qualche anno dei crediti o azzeramento del
debito
da parte dei governi. E' nell'interesse stesso dei creditori questa
forma
operativa perché così facendo tutte le
risorse
saranno indirizzate verso lo sviluppo vero e dopo qualche anno saranno
in grado di rientrare dei crediti concessi che oggi sono a rischio
notevole.
Per ottenere questo i governi occidentali si potrebbero far carico di
garantire
in parte i creditori dopo accordi ben precisi con i paesi debitori.
5) Generare solo la cultura del lavoro come indicato
al punto 3 non è sufficiente, occorre a nostro avviso creare
anche
la culture del mercato attraverso alcuni accorgimenti che andiamo a
specificare:
a) Le merci e le risorse prodotte dovranno essere prima
di tutto indirizzate verso l'interno per soddisfare l'autosufficienza
alimentare,
tutto ciò dovrà essere fatto in modo graduale ed una
percentuale
da stabilirsi dovrà essere riservata all'esportazione, prima di
tutto verso i paesi confinanti e poi verso i paesi occidentali.
b) I paesi ricchi occidentali dovranno favorire il
collocamento
delle merci e materie prime sui loro mercati attraverso una corsia
preferenziale
e con sostegni sui prezzi.
c) No a finanziamenti a fondo perduto, ma contributi
in conto interessi su finanziamenti erogati da Istituti internazionali
da parte di governi occidentali.
d) Formazione di corsi specializzati per operatori del
commercio fatti nei paesi di provenienza delle merci e tenuti da
personale
qualificato fornito da governi occidentali.
e) Favorire al massimo il volontariato che dovrà
recarsi in questi paesi per un periodo adeguato. Il finanziamento in
uomini
dovrà essere sostenuto per il 50% dai paesi occidentali e per il
50% dal paese che ne beneficerà che dovrà provvedere
anche
all'alloggio e all'assistenza, se occorre anche alla protezione.
Cosa fare con i soldi che il governo Italiano destina alla cooperazione?
Queste sono le nostre proposte:
1) Si dovranno utilizzare avendo ben presente quanto
sopra specificato con la ricerca di coinvolgimento di altri paesi
occidentali
nel perseguire le politiche indicate.
2)Favorire al massimo le ONG , ONLUNS e organizzazioni
umanitarie che abbiano dato garanzia di serietà e che abbiano
una
lunga esperienza operativa in paesi del Terzo Mondo.
3) Evitare di dare senza chiedere in cambio qualcosa.
4) Condizionare l'aiuto ad un cambiamento radicale
delle
politiche economiche e di sviluppo, nell'ottica di quanto sopra
indicato.
5) Evitare di dare finanziamenti e aiuti a quei paesi
che facciano una politica di scontro e che non abbiano a cuore i
diritti
civili.
6) Dare i fondi pro-quota alle organizzazioni
internazionali
solo a condizione che ci sia un cambiamento delle politiche di aiuto,
almeno
insistere per un cambiamento.
7) Favorire in prevalenza progetti che abbiano come
obiettivo
la cultura del lavoro e del mercato.
8)Investiamo in uomini ed evitiamo di dare soldi per
le armi. Dobbiamo essere su quest'ultimo punto molto rigidi attraverso
controlli scrupolosi.
9) Semplifichiamo al massimo l'istruttoria delle
domande
di finanziamento e realizzazione dei progetti con la creazione di
uffici
che offrano assistenza gratuita e servizi adeguati.
10) Non si può dare solo la canna da pescare,
bisogna insegnare la tecnica della pesca, meglio ancora, bisogna
accompagnare
questi popoli a pescare, nel dare riceveremo tanto, ma nel fare con
loro
saremo più saggi.
fs Brisighella 02/10/1998
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