I risultati più eclatanti di questa politica
sono:
1) licenziamento di migliaia di lavoratori
2) scomparsa della classe media e divario sempre
più
grande fra ricchi e poveri
3) scoppio di guerre etniche e religiose, con
conseguente
emigrazione di migliaia di persone verso i paesi ricchi, come ultima
speranza
di salvezza e per non morire di fame.
4) un rafforzamento della società dell'ego, che
a parole parla di solidarietà, ma che nei fatti la pretende
dagli
altri.
5) le nuove tecnologie, dall'informatica alla
robotizzazione,
alla biotecnologia, non aiutano, anzi, producono sempre più
squilibri
rendendo l'uomo inutile o sempre meno importante per il ciclo
produttivo.
Molti economisti e politici decantano i fatti
positivi
della globalizzazione, che tutti conoscono, e che anch'io condivido dal
punto di vista teorico, credere però che la
globalizzazione
porterà a sconfiggere la povertà, la
disoccupazione
ecc. ecc, per creare un mondo di pace e solidale è
un'utopia
che non credo possibile e che non mi sento di sostenere.
Questa politica economica darà sicuramente dei
risultati nell'immediato, ma nel medio lungo termine le cose
cambieranno.
Per chi sa guardare avanti, e agli sviluppi possibili, si rende conto
che
andiamo verso un disastro economico-finanziario di vastissime
proporzioni
e sicuramente globale perché la globalizzazione generalizzata e
senza regole, sarà dominata dalle multinazionali e da chi
detiene il potere finanziario di immensa liquidità che
può
spostare da un paese all'altro spingendo un semplice tasto su una
tastiera
di un computer. Le ragioni di questo sentire nascono dal fatto
che
non credo nella conversione dei ricchi alla solidarietà
concreta,
l'esperienza mi insegna che chi possiede
molta ricchezza, difficilmente ha anche etica e fa
scelte
per il bene comune. Possiamo già vedere le prime
avvisaglie
di questa prossima realtà, ci basta osservare cosa sta accadendo
nei mercati finanziari di tutto i mondo e nei paesi del sud-est
asiatico:
la Russia, Corea del Sud, Indonesia, e molti paesi dell'Africa
sono
sull'orlo del fallimento e morosità del debito estero. L'effetto
domino si sta propagando agli altri paesi dell'area e ai paesi del
Sud-America.
Il debito estero sta strozzando le economie in espansione di tutti
questi
paesi che hanno perso il potere contrattuale e sono alla mercè
dei
creditori e degli Stati più forti che impongono condizioni
capestro per dilazionare il debito e fare altri crediti. Questi paesi
sull'orlo
della bancarotta sono costretti ad immettere sul mercato sempre
maggiori
quantità di materie prime di cui sono molto ricchi
perché
è l'unico loro mezzo per pagare i debiti con la
conseguenza
di riduzione drastica dei prezzi. La maggior parte del prodotto interno
lordo viene utilizzato per pagare gli interessi del debito estero con
la
conseguenza che non ci sono più risorse per lo
sviluppo.
I paesi ricchi comprano le materie prime a costi sempre più
bassi
e rivendono tecnologia ad alto valore facendosi pagare in
valuta.
E' diventato un circolo vizioso senza sbocchi con conseguenze ben
immaginabili.
Per quanto tempo sarà ancora possibile vivere alle spalle
dei più deboli? Gli strateghi della globalizzazione
presentano questa nuova realtà come un mezzo di sviluppo e
ricchezza
per tutti, ma la verità è un'altra, hanno
cioè
intravisto una possibilità per smerciare i propri prodotti e
continuare
a sfruttare le immense risorse di materie prime e di mano d'opera a
bassissimi
costi di questi paesi chiedendo e imponendo la liberalizzazione dei
mercati,
dei servizi ecc. ecc. La globalizzazione viene inoltre presentata dai
mass
media come l'età dell'oro per tutti, ma nella realtà
è
solo un modo per continuare a sfruttare i più deboli e per
soddisfare
i propri interessi egoistici. La maggioranza della popolazione del
Terzo
Mondo, saranno i nuovi schiavi dei paesi ricchi, qui sta la
grande fregatura per i poveri.
Alcuni economisti saggi hanno già individuato
soluzioni alternative, ma dubito che ciò accadrà e allora
tutti saremo travolti da questa possibile e reale fattispecie
che
avrà come conseguenze: forti tensioni economico-finanziarie e
politiche
che metteranno a dura prova la stabilità di molti paesi con il
pericolo
di ricorso alla forza, licenziamenti in massa e disoccupazione a due
cifre.
Per sopravvivere, assisteremo ad una invasione di migliaia di persone
che
busseranno alle frontiere dei paesi ricchi perché hanno fame e
sete
e non gli importerà molto di morire perché non avranno
nulla
da perdere. Già oggi questo problema è reale e lo
sarà
sempre più se non si prenderanno dei provvedimenti per una vera
e reale solidarietà.
La società dell'avere e dei controvalori,
prenderà
coscienza di questa realtà emergente, solo quando sarà
caduta.
La fregatura per i poveri di tutto il Mondo, è la
strategia
ben confezionata dai ricchi e da guru
dell'ipocrisia e della menzogna per continuare a vivere
nell'opulenza e alle spalle dei più deboli.
Si stanno creando le condizioni per una nuova
rivoluzione:
"La rivoluzione dei poveri"
Questa rivoluzione è già incominciata,
sarà purtroppo violenta per colpa dei ricchi e di
proporzioni
globali. Questo è il futuro prossimo, ma quante lacrime dovranno
ancora scorrere su questa terra, prima che l'uomo prenda coscienza che
siamo tutti fratelli , che dobbiamo amarci ed essere solidali fra di
noi
come Dio ci ha chiesto?
fs Brisighella 02/10/1998
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