|

Le sezioni della
mostra
Presentazione
generale della
mostra
Info
per visitare
la mostra
Come
si produce
la porcellana di
Arita
Foto
di alcune
opere in mostra
Foto
della sala di
mostra e della
inaugurazione.
|
|
Jiki.
Porcellana giapponese tra Oriente e Occidente. 1610-1760
Sezione prima - Le origini e lo sviluppo della porcellana
Imari: il gusto giapponese
La
porcellana a pasta dura, una ceramica tra le più avanzate
tecnologicamente, è nata e si è sviluppata in Cina.
Successivamente questa tecnica venne introdotta in Corea. Per quanto
riguarda il Giappone, dove tale tecnica di produzione era sconosciuta,
si continuarono ad importare porcellane dalla Cina fino alla fine
del XVI secolo.
Dal 1592 al 1598 il Giappone inviò le proprie truppe in Corea
e al loro ritorno le truppe Nabeshima, guidate dal Principe di Saga,
portarono al seguito ceramisti coreani.
Attorno al 1610 questi ceramisti riuscirono a produrre la prima
vera porcellana giapponese, in Provincia di Hizen nella Regione
di Arita. Dal vicino porto di Imari la porcellana Hizen fu esportata
in tutto il Giappone, e iniziò ad essere comunemente conosciuta
come porcellana “Imari”.
Sebbene i ceramisti coreani artefici della produzione iniziale di
porcellana Hizen realizzassero unicamente porcellana bianca non
decorata, tipica del loro paese d’origine, la richiesta delle
famiglie giapponesi era maggiormente rivolta alla porcellana bianca
e blu del tipo cinese di Jingdezhen. Nei forni di Hizen fin dagli
inizi si produsse quindi porcellana con disegni blu cobalto sotto
vetrina.
Nel 1644 i fermenti interni alla Cina, che posero fine alla lunga
Dinastia Ming, ridussero drasticamente il livello di esportazione
della porcellana cinese. Traendo vantaggio da questa opportunità
commerciale la produzione Hizen conquistò presto il mercato
della porcellana giapponese, e, dagli anni successivi al 1647, iniziò
le esportazioni nell’Asia sud-occidentale.
In seguito all’espansione del mercato, dopo il 1650, la porcellana
Hizen subì un significativo cambiamento passando dall’influenza
dei metodi coreani alle tecniche di tipo cinese.
Il più significativo cambiamento tecnologico del periodo
fu l’introduzione, attorno al 1647, delle tecniche cinesi
a smalto policromo sopra vetrina. Fu così possibile produrre
magnifiche porcellane colorate. A partire dal periodo intorno al
1650 la produzione Nabeshima sostituì la porcellana cinese
utilizzata come omaggio annuale allo Shogun da parte della famiglia
Nabeshima. La porcellana Nabeshima prodotta dal 1690 al 1720, principalmente
realizzata per il gusto Shogun, rappresenta il culmine della raffinatezza
nella produzione di porcellana giapponese.
La
mostra è divisa in quattro sezioni:
- Le origini e lo sviluppo della porcellana
Imari
- Porcellana per l'aristocrazia giapponese
e le corti europee
- Capolavori di Imari per il mercato europeo
- Le ceramiche europee imitano gli originali
di Imari
|
|