Le Azioni Positive
Cosa sono
Negli anni 50 nascono
negli Stati Uniti le "azioni positive", strumenti della politica governativa per
garantire parità di diritti alle minoranze etniche ed alle donne.
LUnione Europea con la Raccomandazione n. 635/1984, ha chiesto agli Stati membri di
adottare una politica di azioni positive in favore delle donne, contro le
disparità che di fatto le colpivano, specie sul lavoro.
Nel 1991 il Parlamento italiano approva la Legge n. 125 azioni positive per la
realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro le cui disposizioni (art. 1 comma
1) avevano lo scopo di favorire loccupazione femminile e di realizzare
luguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro, mediante
ladozione di misure, denominate azioni positive per le donne, al fine di
rimuovere gli ostacoli che di fatto impedivano la realizzazione di pari opportunità. La
parità formale perciò della L. 903 del 1977 Parità di trattamento tra uomini e
donne in materia di lavoro, era diventata parità sostanziale con la L. 125 del
1991, segnando linizio di una nuova epoca di politiche di pari opportunità.
Da questo momento, promuovere la cultura delle pari opportunità e contribuire alla effettiva attuazione dei
principi di parità anche mediante ladozione di azioni positive,
dovrebbe costituire una precisa prerogativa di tutti gli enti al fine di rimuovere gli
ostacoli e le discriminazioni che di fatto impediscono la realizzazione di pari
opportunità.
Nel 2000 anche la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (Nizza
2000) afferma che la parità deve essere assicurata in tutti i campi compreso
in materia di occupazione, lavoro, retribuzione, promuovendo proprio la
pratica delle azioni positive che entrano ufficialmente a far parte dei
programmi nazionali e locali, modificando le relazioni fra i diversi
soggetti.
Riferimenti
normativi
Vademecum delle azioni positive
I Piani delle azioni positive
|
|
|