SPECIALE ELEZIONI 2008

Risultati e grafici

I candidati

Comunicato stampa del Comune di Ravenna

Manifesti elettorali relativi a ciascuna Circoscrizione


 

 

DOMENICA 30 GENNAIO 2011: INIZIATIVA CULTURALE - TI PRESENTO IL MIO PAESE

Domenica 30 gennaio, dalle ore 15,30 - presso la sala adiacente al circolo Arci di San Pietro in Trento, via Taverna. Spettacolo di capoeira dell'ass. Italia chama Brasil, musica tradizionale popolare del sud Italia con il gruppo "La leggera", banchetto di Emergency, catering solidale multietnico a cura dell'ass. LIFE, Pizza di Brunì.

Promosso dal Comune di Ravenna - Assessorato al Decentramento e Circoscrizione di Roncalceci - Rappresentanza dei cittadini extra-UE del Comune di Ravenna.

scarica la locandina dell'evento in formato pdf


ORDINE DEL GIORNO: Comuni liberi dalla pubblicità che offende le donne e dagli stereotipi femminili

Considerate le risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo in merito alla discriminazione della donna nella pubblicità (A4- 0258/1997) e all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra uomini e donne (2008/20038INI) · l’adesione alla Carta Europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale che all’art.6, comma 1 prevede l’impegno a “neutralizzare e a prevenire, per quanto possibile, pregiudizi, azioni, utilizzo di espressioni verbali e di immagini basate sull'idea della superiorità o dell'inferiorità dell'uno o dell'altro sesso, e/o il perpetuarsi di ruoli femminili e maschili stereotipati. · le modifiche proposte per lo Statuto del Comune di Ravenna che prevedono all’art. 2 comma 4 lettera c l’impegno a contrastare l’utilizzo di immagini lesive al rispetto della persona e al perpetuarsi di stereotipi che non riconoscono la parità fra i sessi. · le azioni di sensibilizzazione promosse da associazioni di donne ed in particolare dall’UDI che ha recentemente lanciato la campagna “Immagini Amiche” per contrastare la pubblicità che offende le donne e gli stereotipi femminili e interpellato comuni, province e regioni per l’applicazione delle sopraccitate risoluzioni.

Il Consiglio Comunale di Ravenna condivide i contenuti delle risoluzioni europee rilanciati dalla campagna dell’UDI ed in particolare ritiene: · che troppo spesso gli stereotipi sulle differenze di genere, proposte dalla pubblicità, presentano i corpi delle donne come oggetti, e che la riduzione dell’essere umano ad oggetto espone l’individuo alla violenza e all’offesa · che finalità specifica delle politiche per la parità di genere sia il porre in essere azioni per evitare la diffusione di messaggi che strutturano e consolidano le discriminazioni di genere e il perpetuarsi delle ineguaglianze tra uomo e donna · che, poiché pubblicità e marketing, oltre a riflettere la cultura contribuiscono a crearla, è inopportuno che le persone subiscano, a qualunque età, anche involontariamente, l’esposizione a messaggi oggettificanti e stereotipizzanti · che è fondamentale che la pubblicità sui media sia disciplinata da norme etiche e/o giuridiche vincolanti che proibiscano pubblicità che presentano stereotipi di genere o che incitano al sessismo e alla violenza · che la rimozione di messaggi che ledono la dignità umana e che contengono stereotipi di genere può contribuire alla realizzazione di una società moderna e paritaria · che è necessario un impegno concreto di tutta la società nelle diverse espressioni di rappresentanza e di partecipazione popolare per contrastare la pubblicità ed in genere le immagini offensive che violano la dignità del genere femminile.

Tutto ciò premesso Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta · a svolgere azione di sensibilizzazione nell’attuazione alla risoluzione Comunitaria 2038 del 3 settembre 2008 del Parlamento Europeo sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini, che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile · a chiedere al Governo e alla Regione, per quanto di competenza, di dare immediata attuazione alla risoluzione Comunitaria 2038/2008 del Parlamento Europeo · a vigilare affinché immagini lesive della dignità delle donne non trovino accoglienza nei materiali di comunicazione del Comune di Ravenna. · ad affidare all’Assessorato alle Pari Opportunità, di concerto con gli Assessorati competenti, (Cultura, Istruzione…), la costituzione di un gruppo di sensibilizzazione e monitoraggio delle pubblicità e delle immagini commerciali a tutela della dignità femminile. · ad adottare provvedimenti idonei a salvaguardare l’immagine e la dignità delle donne. Impegna inoltre il Sindaco e la Giunta a trasmettere copia del presente odg a: a) Comando di Polizia Municipale b) Ravenna Entrate, ente concessionario del servizio di riscossione dell’imposta di pubblicità e pubbliche affissioni.

Ravenna, 26 febbraio 2010, Raffella De Mucci Movimento per la Sinistra, Valentina Morigi Movimento per la Sinistra, Baroni Giovanna Consigliere Pari Opportunità esterna per gruppo Lista per Ravenna, Roberta Romboli Ulivo – PD, Miranda Kalefi Consigliera aggiunta.


IL CONSIGLIO COMUNALE SI ESPRIME PER LA VITA DI SAKINEH

24/09/2010. L'odg votato all'unanimità è stato presentato dai consiglieri aggiunti immigrati. Il consiglio comunale si unisce nella condanna dell'uso della pena di morte e chiede al governo di muoversi per salvare Sakineh. Ed il richiamo, unanime, nasce dall'iniziativa dei "consiglieri aggiunti", cioè i consiglieri senza diritto di voto eletti dalla Rappresentanza degli immigrati.

Nella seduta di ieri pomeriggio il consiglio comunale ha infatti approvato all'unanimità un ordine del giorno, presentato dalla consigliera aggiunta Miranda Kalefi, contro l'esecuzione della sentenza di pena di morte per lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani. Inizialmente erano stati presentati due ordini del giorno. Uno a firma Pouye-Kalefi. L'altro documento era stato invece sottoscritto dai consiglieri del gruppo Ulivo - Pd Roberta Romboli, Daniela Banzi, Roberta Suzzi e Andrea Maestri. Poiché il contenuto dei due testi era analogo e dopo che Valentina Morigi del gruppo Sel e Paolo Gambi del Pri hanno sottolineato come sarebbe stato più opportuno giungere alla approvazione unanime di un unico documento, il consigliere Andrea Maestri (Ulivo - Pd), condividendo tale posizione, ha ritirato l'ordine del giorno presentato dal proprio gruppo. I consiglieri Sergio Covato (An - Pdl), Marco Bertozzi (FI - Pdl) ed Eugenio Costa (FI - Pdl) hanno detto di condividere il contenuto dell'ordine del giorno, di essere stati tra i primi a chiedere il coinvolgimento dell'amministrazione comunale in azioni di sensibilizzazione per la salvezza di Sakineh e di ritenere che l'intervento del Comune sia stato tardivo.

Il testo dell'ordine del giorno: Il Consiglio comunale di Ravenna Considerato come sia necessaria un'azione senza precedenti per mobilitare le coscienze e contribuire a salvare Sakineh da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione. Far sapere all'intera comunità internazionale che noi siamo dalla parte di Sakineh Mohammadi Ashtiani - la donna iraniana di 43 anni che rischia di morire lapidata per adulterio. Difendiamo insieme un principio che ha valore universale: non possiamo accettare che una donna, ovunque si trovi nel mondo, venga sottoposta alla pena di morte per lapidazione, una pratica orribile e disumana che condanniamo fermamente in quanto contraria ai diritti umani fondamentali. E per questa ragione, noi insieme, abbiamo voluto dare un segno di attenzione - alla storia di Sakineh, convinti che la sua vita possa e debba essere risparmiata. Ritenuto che l'interessamento di tutti i livelli istituzionali sia un atto doveroso; è necessario ribadire il ripudio della nostra società di queste forme di oppressione e limitazione della libertà personale; Esprime la piena condivisione della richiesta di annullamento della sentenza di lapidazione nei confronti di Sakineh Mohammadi Ashtiani nel quadro della affermazione dell'intangibilità dei diritti della Persona e dei principi dello Stato di diritto; la condanna morale e civile nei confronti del governo iraniano e di tutti i regimi che violano i diritti umani. Impegna il Sindaco e la Giunta affiché chiedano al Governo di assumere ogni iniziativa contro l'esecuzione; trasmettano il presente Ordine del Giorno al Governo Italiano a testimonianza di una convinta opposizione nei confronti dell'applicazione di pene in contrasto coi diritti inviolabili di ogni Persona, affinché sostengano in ogni sede e circostanza la moratoria contro la pena di morte.


SEDUTA CONSILIARE DEL 24 SETTEMBRE 2010

24/09/2010. Intervento della Rappresentanza in seduta consiliare riguardo il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani. Combattere per Sakineh Mohammadi Ashtiani, 42 anni, cittadina iraniana, vedova e madre di due figli, è l'ennesima donna che rischia ancora di essere brutalmente lapidata con l'accusa di adulterio. Il suo caso giudiziario è incerto: condannata in seguito ad una confessione estorta dopo 99 frustate, Sakineh, è stata accusata di aver avuto rapporti con due uomini fuori dal matrimonio, ma la verità di questo fatto non è mai stata chiarita. Sappiamo che nella Repubblica Islamica dell'Iran, dove la legge di stato è la sharia, la morte per lapidazione può essere sentenziata da un giudice qualsiasi paragonandolo con (il giudice di pace) secondo la sua personale opinione, anche senza che sia necessaria la presenza di prove valide (articolo 105 del Codice Penale islamico dell'Iran).

Non ci interessa che Sakineh sia innocente o colpevole (se di adulterio si può essere “colpevoli”) noi, come donne straniere, atee, laiche, cristiane, buddiste e musulmane, vogliamo ribadire con forza che nessun crimine al mondo può essere punito con tanta brutalità e con la morte. Sakineh Mohammadi Ashtiani è da oggi una nuova pedina nella partita a scacchi tra l’Iran e l’Occidente, e doveva succedere prima poi.

Le autorità iraniane hanno sospeso la lapidazione per la donna per il momento. Il verdetto riguardo la vicenda di tradimento extraconiugale è stato sospeso ed è sottoposto a revisione» ma nessuno di quelli che hanno fatto la campagna umanitaria per salvare Sakineh, ma nessuno di noi si sente di cantare vittoria in questi momenti. Bisogna ottenere che questo riesame si traduca nella grazia e nella liberazione». Ma da quando il suo avv Mostafei e il figlio di lei ha fatto conoscere al mondo la vicenda di Sakineh, e si sono moltiplicati gli appelli e le richieste anche ufficiali al governo di Teheran perché la donna non venga uccisa.

Una delle ultime iniziative, è una lettera di intellettuali francesi che chiedono a Teheran , invocando anche "il rispetto della dignità e della libertà di tutte le iraniane oppresse o minacciate". Fra i firmatari, il sociologo Edgar Morin, gli storici Elisabeth Roudinesco e Max Gallo, lo scrittore Marek Halter, i filosofi Daniel Schiffer e Michel Serres. Noi ci rivolgiamo ancora a tutti, di continuare ancora a combattere in sostegno della causa di Sakineh e di tutte le donne che, nel mondo e in Italia, rischiano la vita nel tentativo di esercitare i propri diritti di pensiero e sessuali. Nessuna violazione dei diritti umani contro le donne può essere esercitata e accettata in nome dell'Islam o di qualsiasi altra religione. Sappiamo che dietro a queste violazioni si nasconde un fortissimo patriarcato mascherato da un controverso fondamentalismo religioso che tutti noi dobbiamo combattere. (intervento del Consigliere aggiunto Miranda Kalefi)


COMUNICATO STAMPA

10/07/2010 Gashi scarcerato ma non ancora libero. Una questione senza fine. Oggi esce dalla prigione M. Gashi. Perché è in prigione Muharrem Gashi? L’autotrasportatore kosovaro è stato assicurato alla “giustizia” italiana l’anno scorso su mandato di cattura e richiesta di estradizione da parte dello Stato della Serbia, accusato di essere fra i partecipanti all’esecuzione di un cittadino serbo nel villaggio Berkovo. Lui si è sempre definito un guerrigliero e non un criminale, avendo lottato per la libertà del suo Paese. Al termine del conflitto era riparato a Bellaria in Italia con la famiglia e aveva chiesto asilo politico.

Il primo errore commesso dalle autorità competenti è stata anche la prima ingiustizia verso un esponente politico, verso il Comandante Gashi. La richiesta di estradizione era anche per altre due persone, Nozai Faruk e Victor Zefai, accuse che per i due commilitoni sono però cadute dopo il giudizio che il Tribunale Internazionale EULEX ha emanato il 25 Gennaio 2010. Ma in Italia Gashi continua a rimanere in carcere ed i giudici bolognesi continuano non solo a non prendere decisioni, ma demandano la soluzione del problema riguardante l’estradizione (Serbia o Kosovo?) al Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Ho creduto subito nella sua innocenza, dice Kalefi, e con me tutti i consiglieri di rappresentanza. Con noi si è unito per primo Anteo Malvasio, Presidente dell’Associazione AGIMI di Ravenna, seguiti poi da AGIMI di Rimini, SCANDERBEG di Parma, di Bologna, gli studenti di Bologna, e tanti altri che insieme a noi sono diventati promotori. Per fare politica oggi bisogna stare vicino alle persone, conoscere i loro problemi, le necessità, la loro cultura, la loro storia, e stando in contatto con la mia gente ho conosciuto la moglie di Gashi. Lei non chiedeva niente, né aiuto economico nè materiale, anche se a mio parere era il bisogno più eclatante. Cercava dignità per il marito e la sua famiglia e il bisogno di dare fiducia alla legge. A nostro avviso è nei diritti della persona essere giudicato dal Tribunale del Kosovo, dopo la richiesta di estradizione inviata dal Ministro di Giustizia della Repubblica del Kosovo Nekibe Kelmendi il 6 Agosto 2009 al Ministro di Giustizia Angelino Alfano.

Noi, come rappresentanza dei Cittadini Stranieri, abbiamo inviato a Gennaio 2010 al Ministro di Giustizia una petizione chiedendo l’estradizione al Kosovo, seguita da una lettera inviatagli il 16 Giugno 2010, alle quali non abbiamo mai ricevuto risposta. Nonostante la dimostrata innocenza di Gashi emersa dopo il giudizio del Tribunale Internazionale, nonostante le nostre petizioni, questo caso è stato ignorato da chi di dovere. Oggi il Comandante Gashi esce dal carcere non perché hanno riconosciuto la sua innocenza, ma per scadenza dei termini di custodia cautelare: esce non come uomo libero ma come ricercato. Cos’è questo silenzio e mancato interesse per il caso, una questione politica o burocratica? È forse un modo per accontentare entrambi gli Stati o è la macchina lenta delle istituzioni?

Questo accade in Italia, in un Paese democratico, dove i diritti delle persone dovrebbe essere tutelati e garantiti dalla Costituzione (art. 2, art. 13), ma anche dove, come nel caso di Gashi, questi diritti inalienabili vengono ignorati. Questo è l’ennesimo Appello fatto da Noi per richiamare ancora una volta l’attenzione su questo caso e fare in modo che i diritti alla persona vengano rispettati, così come volevano i padri fondatori della Costituzione, alla quale tutti i cittadini, stranieri e italiani, si rispecchiano e abbracciano. Così come dovrebbe essere rispettata la Convenzione ONU sui diritti umani che assicura a tutti un giudizio effettivo, equo e imparziale.

Miranda Kalefi (Consigliere Aggiunto Comune di Ravenna)

scarica il manifesto in formato pdf


LA RETE CIVILE ORGANIZZA A RAVENNA PER IL 16 GENNAIO 2010 UNA MANIFESTAZIONE CONTRO OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE E IN SOLIDARIETÀ DEL CITTADINO SENEGALESE MOR NIANG

15/01/2010. Comunicato stampa. Si tiene sabato 16 gennaio a Ravenna la manifestazione "Siamo tutti cittadini in ogni paese nessuno straniero", organizzata dalla Rete civile contro il razzismo e la xenofobia, per la salvaguardia della dignità umana e contro ogni forma di discriminazione e sfruttamento. La manifestazione – originariamente prevista per il 19 dicembre scorso ma che fu rinviata a causa di una forte nevicata - diventa ancora più urgente dopo i terribili fatti di Rosarno, dove sono stati scoperti i nervi di un sistema socio-economico che si basa anche sullo sfruttamento delle braccia degli immigrati, suddivisi in sottocaste a seconda dei documenti che posseggono.

Alle ore 10 del 16 gennaio è previsto un concentramento davanti alla Questura di Ravenna in viale Berlinguer (all'angolo con via Punta Stilo) da dove partirà un corteo che raggiungerà piazza del Popolo. Successivamente una delegazione di manifestanti sarà ricevuta dal Prefetto.

La manifestazione nasce in solidarietà al cittadino Niang Mor, recentemente oggetto di un decreto di espulsione a seguito della revoca del permesso di soggiorno per la mancanza dei requisiti di reddito. Con questa manifestazione la rete antirazzista (promossa da Cgil, Cisl e Uil, dalla Rappresentanza dei cittadini ExtraUe, da Ravenna Solidarietà, dal Comitato in difesa della Costituzione e da esponenti della società civile) vuole sensibilizzare la cittadinanza, chiedendo solidarietà e fratellanza, e non divisione sulla base delle origini, dell'etnia, del colore e della religione, nel rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

La rete antirazzista chiede in particolare che venga dato seguito all'ordine del giorno approvato all’unanimità lo scorso 14 settembre in consiglio comunale che “impegna l’amministrazione comunale a farsi parte attiva, insieme alle rappresentanze dei cittadini stranieri, alle istituzioni periferiche del Ministero dell’Interno, alle forze sociali ed economiche ed al mondo associativo impegnato sui temi dell’immigrazione nel territorio ravennate, affinché anche a Ravenna si favorisca un’interpretazione ed un’applicazione delle norme” che “non producano situazioni di irregolarità amministrativa del soggiorno dei cittadini stranieri ed anzi favoriscano la loro integrazione ed il mantenimento di standard di positivo inserimento sociale e lavorativo, soprattutto nel corrente periodo di grave crisi economica che attraversa il Paese.”

Purtroppo le vigenti leggi sull'immigrazione, aggravate dalle modifiche apportate dalla legge Bossi-Fini e recentemente dal Pacchetto Sicurezza, producono irregolarità. Così oggi nella situazione di Mor Niang si trovano anche altri cittadini, che pagano il caro prezzo di questa crisi economica anche perdendo il permesso di soggiorno.

La sicurezza e la legalità sono una priorità per tutti. Per questo ribadiamo, come in passato, la nostra decisa critica al Pacchetto Sicurezza che ha aggravato una situazione già molto difficile per tutti i cittadini stranieri anche regolari. Il Pacchetto Sicurezza produce maggiore illegalità e quindi minor sicurezza per tutti. É compito dello Stato combattere l'illegalità favorendo meccanismi continui di emersione dal lavoro nero. Ricordiamo che il 25% dell’economia italiana è sommersa.

ROSARNO INSEGNA!

Elenco adesioni

Fanno parte della Rete Civile: Rappresentanza dei cittadini extraUe di Ravenna, Ravenna Solidarietà (coordinamento di 29 associazioni attive per nell’immigrazione), Cgil-Cisl-Uil, Comitato in difesa della Costituzione, ACLI Ra, AGCI Ra, ANOLF Ra, ARCI Ra, Ass. Sportiva Camerlona, Ass. Amici di Rekko 7, Ass. Amicizia Ebraico Cristiana Romagna, Ass. Giuristi Democratici, Ass. Naturista Ravennate , Ass. per la Sinistra, Ass. Senegalo-Ravennate, Attac Ra, AUSER Ra, Casa delle Culture Ra, Circ. Cooperatori Ravennati, Cittadini Diouth-Naguel in Europa, Comitato dopo l’11 ottobre, Comitato per la Legalità e la Democrazia, Confcooperative Ra, Donne in Nero Ra, Emergency Ra, Gruppo Ravenna Viva, Lega Cooperative Ra, Libertà e Giustizia Ra, Libra Società Coop. Soc. , Linea Rosa, Magistratura Democratica Ra, Movimento Federalista Europeo, Ravenna Teatro, UISP Ra e tantissime/i cittadine e cittadini.

Hanno inoltre aderito alla manifestazione: Comune di Ravenna, Assessorato Provinciale all’immigrazione, AUSER di Ravenna, Gruppo87 Sezione Ra di Amnesty International, PRC Provinciale, PDCI Provinciale, PD Provinciale, Ravenna Radicale, Trama di Terre, Ponte Radio, Ass. Femminile Maschile Plurale, Collettivo Studenti Ra, Sinistra Ecologia e Libertà Ra, Sinistra per Faenza, SLAI COBAS per il sindacato di classe Ra, Coop. Personeinmovimento, Comune di Solarolo e tantissime/i cittadine e cittadini.


DISCORSO DI INSEDIAMENTO DEL CONSIGLIERE AGGIUNTO POUYE BABACAR

14/07/2008. DISCORSO Signor Sindaco, Signor Presidenti delle circoscrizioni Signor assessori Cari colleghi. Cari invitati Oggi è un gran giorno, un gran giorno per il comune di Ravenna. Per la prima volta nella storia politica della città un consigliere aggiunto straniero siede in consiglio comunale. Queste è il risultato di una politica dell’immigrazione molto avanzata. Noi immigrati ringraziamo tutti coloro che hanno lavoro per darci questa opportunità, particolarmente il sindaco Fabrizio MATTEUCCI, tutte le forze politiche del consiglio comunale, sia di sinistra, sia di destra e la rappresentanza uscente. Nostro impegno come rappresentanza degli immigrati è di stare vicino alle forze politiche per cercare di migliorare le condizioni de nostri elettori. Vogliamo contribuire ad un inserimento sociale perfetto, un diritto di cittadinanza, una certezza di un lavoro tutelato e regolato, una partecipazione attiva alla vita economica e politica. Per raggiungere questo traguardo, bisogna intraprendere un terreno di lavoro comune attraverso una forte complicità fra l’azione della rappresentanza e tutte le forze politiche della città.

Durante nostro mandato ci impegneremo a rinforzare:

1. L’accoglienza. È necessario un grande impegno per promuovere forme efficaci e diffuse di accoglienza e integrazione. L’apprendimento della lingua italiana deve avere una particolare rilevanza per gli stranieri.

2. Il lavoro. La formazione, l’orientamento e la ricerca del lavoro per la fascia sensibile come le donne e i nuovi arrivati; saranno seguiti con progetti della Rappresentanza per facilitare l’inserimento sociale. Chiederemo a tutte le istituzioni di competenza di contrastare il lavoro nero e l’insicurezza usando gli strumenti a disposizione.

3. Tutelare le fasce deboli della popolazione immigrata. Il nostro impegno sarà anche di tutelare le donne contro la tratta, di lottare contro lo sfruttamento dei minori e di proteggere gli immigrati anziani in netto aumento. La scuola, la sanità e la formazione devono essere i nostri mezzi per raggiungere questo obiettivo.

4. Migliorare i diritti. Gli immigrati adempiano tutti i loro doveri ma non godano tutti diritti che gli aspettano. Il primo di tutti diritti è il permesso di soggiorno. Il rinnovo è molto costoso (70 €) e l’attesa è troppa lunga: permessi consegnati già scaduti. Il rinnovo all’anagrafe è l’unica soluzione a questo ingiusto servizio. Auspichiamo il diritto di voto degli immigrati alle elezioni amministrative applicando la 2^ parte della convenzione di strasburgo che vede l’Italia firmataria.

5. Promuovere la multiculturalita. La tendenza nel mondo oggi è la glogalizzazione di tutto. Pero quando si parla di intercultura o di multiculturalita nascono alcune forme di chiusura. La presenza delle altre culture deve essere un punto di forza per attivare l’integrazione fra i popoli. A Ravenna abbiamo il festival delle culture che è un momento molto importante per la città e si potrebbe integrarlo con mostre e dibattiti pubblici per coinvolgere tutta la cittadinanza a uno scambio multiculturale.

Per attuare questo programma occorrono volontà politiche e risorse, bisogna investire in progetti concreti a breve termine. Il nostro ruolo, la nostra partecipazione attiva in consiglio comunale e nelle circoscrizioni ha proprio questo obiettivo. Stare meglio insieme, condividendo lavoro, luoghi pubblici di socialità e cultura, centri abitativi in un modello di città che sia davvero multiculturale.


PRESA D'ATTO DEGLI ESITI VOTAZIONE 15 GIUGNO 2008 PER L'ELEZIONE DI DUE CONSIGLIERI AGGIUNTI A RAVENNA

15/07/2008. Lunedì sera, con la delibera approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Ravenna, l'amministrazione ravennate prende atto degli esiti della votazione tenutasi il 15 giugno per l'elezione di due Consiglieri aggiunti nel Consiglio comunale di Ravenna e di un Consigliere aggiunto in ciascun Consiglio delle dieci Circoscrizioni in rappresentanza dei cittadini stranieri extra UE ed apolidi.

Insediamento e brevi interventi dei due nuovi Consiglieri, Pouye Babacar e Miranda Kalefi e saluto di commiato dell'ex Vice Presidente della Rappresentanza Palushaj Sokol.

testo del saluto dell'ex Vice Presidente della Rappresentanza, Sokol Palushaj


I RISULTATI DELLE ELEZIONI

CONSIGLIERI AGGIUNTI

18/06/2008. I consiglieri aggiunti eletti in Consiglio comunale sono Babacar Pouye, senegalese, (34,3 per cento dei votanti) e Miranda Kalefi, albanese, (23,7 per cento). Su 7.963 aventi diritto hanno partecipato al voto 1.646 cittadini pari al 20,7 del totale.

RISULTATI COMPLETI


ARCHIVIO NEWS

Rappresentanza dei cittadini extra-UE ed apolidi del Comune di Ravenna. Immigrazione, consulta, integrazione, intercultura

 

Privacy | ©2006 Rappresentanza dei cittadini extra-UE ed apolidi del Comune di Ravenna