LA
PARTECIPAZIONE DEGLI STRANIERI ALLA VITA PUBBLICA
Il diritto di voto è lo strumento più importante di partecipazione
politica, in quanto permette ad ogni persona di influire sui mutamenti della
società in cui vive.
Alcuni paesi europei hanno già ammesso gli immigrati alle elezioni
amministrative, sostituendo la residenza alla cittadinanza come criterio
per il riconoscimento dei diritti politici.
La partecipazione elettorale si configura quindi come lammissione
ufficiale degli immigrati nella vita pubblica del luogo in cui lavorano
e risiedono; ciò avviene già in Irlanda dal 1963, in Svezia
dal 1975, in Danimarca dal 1981, in Olanda dal 1985 e in Norvegia dal 1993.
Nel nostro paese il dibattito sul diritto di accesso al voto amministrativo
per gli immigrati si è acceso nel 1997, in concomitanza con la presentazione
in Parlamento del disegno di legge Turco - Napolitano, che prevedeva la
partecipazione attiva e passiva alle elezioni locali per gli stranieri titolari
di una carta di soggiorno.
Questa norma, fu in seguito stralciata dal testo della legge sullimmigrazione
ed il Testo Unico, del luglio 1998, prevede unicamente forme di partecipazione
intermedia alla vita politica, quali liscrizione alle organizzazioni
sindacali e lattività sindacale o la costituzione di organi
consultivi che permettono alle associazioni di immigrati una collaborazione
alla gestione di progetti ed attività sociali.
Nel febbraio del 1992 il Consiglio d'Europa sottoscrive la convenzione di Strasburgo dal titolo "Sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale". Con questo atto si manifesta la volontà di promuovere un'effettiva Integrazione dei cittadini extracomunitari nelle società europee di accoglienza in tutti gli ambiti della vita sociale. Nel marzo 2004, la legge n. 204 ratifica i primi.due capitoli della convenzione di Strasburgo ("Libertà di espressione, di riunione e di associazione" e "Organi consultivi volti a rappresentare iresidenti stranieri a livello locale") tralasciando il capitolo terzo ossia "Diritto di voto alle elezioni locali", oggetto di vivaci dibattiti tra governo, comunità straniere e alcuni consigli comunali. In Italia le prime elezioni per i rappresentanti degli stranieri nei consigli comunali si hanno nel maggio del 1994 a Nonantola, in provincia di Modena. Poi nell'ultimo decennio si sono rnoltiplicate le esperienze in tal senso ed è aumentato il numero dei consigli comunali con membri stranieri. Da Forlì a Bolzano, da Lecce ad Ancona fino ad arrivare a Roma in cui, solo nel 2004, si è giunti all'elezione dei consiglieri aggiunti e dalla consulta cittadina. Ovviamente i limiti dì questi organi derivano dalla loro natura esclusivamente propositiva e consultiva.
scarica la Convenzione di Strasburgo>> (file pdf, 75Kb)
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