AGGIUNGI UN CONSIGLIERE, ANZI DUE. NEL 2007 SI RIVOTA PER LA RAPPRESENTANZA E GLI ELETTORI POTREBBERO"ENTRARE" A PALAZZO MERLATO
03/12/2006. Ormai archiviate le elezioni amministrative, si apre la "partita" sulla rielezione della Rappresentanza dei cittadini extra-comunitari e apolidi del Comune di Ravenna. Un voto quanto mai importante, visto che, allo stato attuale dell'arte, il voto amministrativo agli immigrati si è di fatto allontanato: il ministro Amato ha infatti bloccato tutte le modifiche agli statuti comunali che andavano in quella direzione. Torniamo quindi all'elezione della Rappresentanza, unico strumento oggi a disposizione per dar voce a quei cittadini esclusi da molti diritti e permettere loro di partecipare attivamente alle politiche locali che li riguardano più da vicino. Il Sindaco ha 180 giorni di tempo dal suo insediamento per indire le votazioni che, probabilmente, si svolgeranno in primavera. In questi giorni, si susseguono gli incontri dei Rappresentanti eletti tre anni fa e delle associazioni per discutere un'ipotesi di riforma dell'organo consultivo. La proposta che sembra raccogliere maggiori consensi è quella di passare all'elezione diretta di presidente e vice, che diventerebbero poi due consiglieri aggiunti in Consiglio comunale, naturalmente senza diritto di voto. Gli altri dieci membri della Rappresentanza, poi, potrebbero (ma qui ci sono meno certezze sulle concrete possibilità di raggiungere un obittivo simile in tutto il territorio) essere parificati, sempre senza diritto di voto, ai consiglieri di circoscrizione, uno in ognuno dei dieci consigli. Proposte importanti, che rappresenterebbero un salto di qualità in quanto comporterebbero un sostanziale cambiamento nel metodo in cui si presenteranno le candidature: si vorrebbe infatti abbandonare la presentazione di liste suddivise per aree geografiche di provenienza. I candidati alla presidenza sarebbero quindi sostenuti, sulla base di un programma, da un gruppo di provenienza eterogenea. Se non si potrà comunque parlare di partiti, di certo si tratta di un metodo che si avvicina maggiormente al sistema elettorale amministrativo italiano in cui, da un lato i candidati saranno tenuti ad assumersi maggiori responsabilità, e dall'altro gli elettori (per molti dei quali, peraltro, sarà forse la prima votazione a cui partecipano in vita loro) dovranno imparare a distinguere tra proposte che presentano sfumature diverse nell'approccio alle tematiche sull'immigrazione. «È una lunga strada da percorrere, ma già questa prima Rappresentanza ha ottenuto risultati importanti» racconta con entusiasmo Sokol Palushaj, vice presidente dell'organo dei cittadini stranieri, particolarmente impegnato proprio nella stesura del nuovo regolamento. «Molti non si rendono conto dei progressi fatti in questi anni, perché in realtà abbiamo spesso ottenuto cose "ovvie", il semplice rispetto di diritti che ci appartengono. Ricordiamo per esempio che grazie alla collaborazione tra stranieri e Amministrazione, Ravenna è diventata una città all'avanguardia per quanto riguarda l'immigrazione: abbiamo uffici che facilitano le pratiche e i tempi d'attesa per il permesso di soggiorno sono stati ridotti da un anno a poche settimane». Ora sta per arrivare il momento di una nuova elezione. La strada in questi anni è stata preparata e si deve far tesoro non solo degli obiettivi raggiunti, ma anche degli sbagli commessi. Bisogna contrastare quei fattori che hanno portato a un progressivo disimpegno di molti eletti dai loro compiti di rappresentanti. Non si può infatti chiedere a un cittadino, magari con difficoltà di sussistenza, di partecipare a riunioni e lavorare a progetti che richiedono tempo ed energie. Certo, chiunque si impegni in questo progetto politico deve comunque essere pronto a mostrare un grosso spirito di sacrificio e a sottrarre ore preziose alla famiglia. «Anche se molti non soo riusciti a garantire una continuità della presenza, quello fatto dalla Rappresentanza è comunque un lavoro che sta portando frutti importanti» continua Sokol. «Partecipiamo a dbattiti, convegni regionali, interprovinciali, nazionali, lanciando le nostre proposte per costruire un modello diverso». Per favorire l'integrazione fra i cittadini stranieri e autoctoni, bisogna creare un clima di fiducia, di cooperazione, di reciproco scambio culturale. La Rappresentanza si è prodigata in questo senso; ha promosso iniziative come il Festival delle Culture e l'autocostruzione. Certo, per conquistare più autonomia e incisività ci vuole tempo e bisogna fare quel "salto di qualità" che il nuovo sistema elettorale potrebbe consentire. Di Angelica Morales (tratto da città meticcia n°18, settembre-ottobre 2006)
Puoi scriverci per richiedere informazioni, segnalare eventi interessanti o contribuire con tuoi commenti!
Clicca su:

