CENTRO DOCUMENTAZIONE DON TONINO BELLO ONLUS
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CATALOGO
BIBLIOTECA CENTRO MISSIONARIO FAENZA

"E' naturale che la gente comune non voglia la guerra.
Ma il popolo può sempre essere allineato sulle direttive di chi comanda.
E' facile.
Tutto quello che devi fare è dire loro che sono attaccati,
e denunciare i pacifisti di essere anti-patriottici e di volere esporre il paese al pericolo.
Funziona in qualsiasi paese".      
Hermann Goering, gerarca nazista

La guerra è solo una inutile strage

Via i soldati dall'Afghanistan

Via i soldati dall'Iraq


CAMPAGNE


"In nome del petrolio - la verità scomoda"

"In nome del petrolio - la verità scomoda": è il titolo dell'inchiesta di Rainews24 sulla missione italiana in Iraq. Nel reportage è stato mostrato un dossier del governo, redatto sei mesi prima della guerra in Iraq, nel quale già si indicava Nassiriya come località strategica per l'Italia, rispetto ai nostri interessi petroliferi. Foto, filmati e testimonianze sull'attività del contingente italiano dimostrano come il motivo principale della nostra presenza a Nassiriya sia la protezione di oleodotti e raffinerie, in una zona ricchissima di giacimenti.

In nome del Petrolio 1^ parte

In nome del Petrolio2^ parte

paesi che si sono ritirati dall'Iraq

osservatorio Iraq


  documentazione:
lettera dei 138 saggi musulmani
dichiarazione finale 1° Forum cristiano islamico

27 Ottobre 2010
Nona Giornata del dialogo
cristiano islamico


FEBBRAIO MARZO 2010
"LO STRANIERO: INVASORE, OSPITE
O CITTADINO?"


MARCIA PERUGIA-ASSISI
DOMENICA 25 SETTEMBRE 2011


WIKILEAKS, DOSSIER ANCHE SULL'ITALIA

Dopo la diretta video OnLine sul caso più clamoroso dell’anno, con Julian Assange che relazionava sui 92 mila i documenti segreti del Pentagono sulla guerra in Afghanistan dal gennaio 2004 al dicembre 2009 che sono stati pubblicati in Rete, oggi nuovo round da Wikileaks. Tocca all’Italia nei documenti segreti, dove viene svelato che nel 2007 l’Italia promise rinforzi in Afghanistan. Dalle tensioni sul caso Calipari, al grande gelo Bush-Prodi. Tutto nei rapporti riservati divulgati sul sito…


OLTRE 13 MILIARDI DI EURO PER I CACCIABOMBARDIERI

AL VIA UNA «CAMPAGNA DI INDIGNAZIONE NAZIONALE


UN  SABATO  PER…
tutti i sabati da ottobre a maggio
dalle 20.30 alle 22.30
presso la sede del Centro Documentazione


Sono stati resi noti i nomi delle ditte chiamate a costruire la nuova base militare Usa a Vicenza: Consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) di Bologna e Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) di Ravenna
VERGOGNA!!

La Sanità, la Scuola, l'Assistenza Sociale ringraziano per aver aumentato le spese militari del nostro paese (8° posto al mondo per ammontare e 6° come spesa procapite).

NO DALMOLIN
DOSSIER
Vicenza 12-5-2009

  545 persone hanno firmato, davanti al notaio, l'acquisto collettivo del terreno che ospita il Presidio Permanente No Dal Molin dove, secondo i progettisti della base statunitense, dovrebbe essere realizzato l'ingresso nord dell'installazione militare.   "Mettiamo radici al Dal Molin" è il nome della campagna con la quale tanti cittadini che si oppongono alla base militare hanno sottoscritto una quota di 100 euro per l'acquisto dell'area. Il movimento No Dal Molin dà stabilità alla propria opposizione e, soprattutto, mette un granello di sabbia nei meccanismi della militarizzazione: il terreno acquistato, infatti, dovrà essere espropriato per realizzare l'ingresso della base. Acquistando il terreno in questo modo l'esproprio non potrà essere concluso prima di 10 anni...


IL COMUNE DI FAENZA PRIVILEGIA LE BANCHE NON ARMATE
comunicato stampa

L'elenco delle banche non armate è un dato ufficiale desunto dall'annuale relazione della Presidenza del Consiglioprevista dalla legge 185/90 che regolamenta il commercio delle armi che deve essere aggiornato ogni anno entro il 30 aprile.
L'ultimo dato disponibile, relativo al 2009 è attualmente pubblicato sul sito della Camera dei Deputati alle pagine 769-784.

ANCHE IL COMUNE DI RAVENNA PRIVILEGIA LE BANCHE NON ARMATE


PROGETTO PANDORA TV


STORICO INIZIATIVE:

RECITAL
FINI E S.FRANCESCO
UN MURO NON BASTA
BAMBINA PICCHIATA DAL BABBO A FAENZA


 

Avdija 

     
   

Il Centro di Documentazione "don Tonino Bello" è una biblioteca, emeroteca, videoteca e ludoteca specializzata nella raccolta (da privati e da associazioni che ne rimangono comunque proprietari) di libri, riviste, documenti, giochi e audiovisivi inerenti agli argomenti della pace, del volontariato, dell'emarginazione, dell'ecologia e dell'educazione alla mondialità.


UNA NAZIONE SENZA MEMORIA

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.” Dalla Relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso Americano sugli IMMIGRATI ITALIANI, Ottobre 1919.

La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.