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CENTRO
DOCUMENTAZIONE DON TONINO
BELLO
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CATALOGO
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"E'
naturale che la gente comune non voglia la
guerra. |
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|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
La guerra è solo una inutile strage Via i soldati dall'Afghanistan CAMPAGNE
paesi che si sono ritirati dall'Iraq documentazione: |
27 Ottobre 2010
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| NO DALMOLIN DOSSIER |
| Vicenza 12-5-2009 |
545 persone hanno firmato, davanti al notaio,
l'acquisto collettivo del terreno che ospita il Presidio
Permanente No Dal Molin dove, secondo i progettisti della
base statunitense, dovrebbe essere realizzato l'ingresso
nord dell'installazione militare. "Mettiamo
radici al Dal Molin" è il nome della campagna con
la quale tanti cittadini che si oppongono alla base
militare hanno sottoscritto una quota di 100 euro per
l'acquisto dell'area. Il movimento No Dal Molin dà
stabilità alla propria opposizione e, soprattutto, mette
un granello di sabbia nei meccanismi della
militarizzazione: il terreno acquistato, infatti, dovrà
essere espropriato per realizzare l'ingresso della base.
Acquistando il terreno in questo modo l'esproprio non
potrà essere concluso prima di 10 anni...
IL
COMUNE DI FAENZA PRIVILEGIA LE BANCHE NON ARMATE
comunicato
stampa
L'elenco delle banche non armate è un
dato ufficiale desunto dall'annuale relazione della
Presidenza del Consiglioprevista dalla legge 185/90 che
regolamenta il commercio delle armi che deve essere
aggiornato ogni anno entro il 30 aprile.
L'ultimo dato disponibile, relativo al 2009
è attualmente pubblicato sul sito della Camera dei
Deputati alle pagine 769-784.
ANCHE IL COMUNE DI RAVENNA PRIVILEGIA LE BANCHE NON ARMATE
STORICO
INIZIATIVE:
RECITAL
FINI E S.FRANCESCO
UN MURO NON BASTA
BAMBINA PICCHIATA DAL BABBO A FAENZA
UNA NAZIONE SENZA MEMORIA
Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano lacqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere lelemosina, ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Dalla Relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso Americano sugli IMMIGRATI ITALIANI, Ottobre 1919.
La relazione così prosegue: Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dellItalia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.