Storia
Statuto
Ideali e valori
Con la definitiva realizzazione dell’UDC, unica formazione politica di manifesta ispirazione cristianodemocratica, unificando CCD, CDU e DE e raccogliendo la migliore eredità della DC riproponiamo agli elettori un partito forte che, saldamente collocato nel Partito Popolare Europeo, è fortemente europeista, si ispira, come il PPE, all’economia sociale di mercato ecologicamente compatibile, che all’interno della coalizione della Casa delle Libertà sa far valere i valori del centro moderato. Un partito pluralista, arricchito di idee diverse e opinioni messe a confronto. Un partito, seconda la nostra tradizione, con leadership plurale, non egemonizzato da una persona sola. Un partito democratico, l’unico modo, per noi, di intendere una forza politica. Un’associazione di quei tanti onesti dirigenti e onesti militanti che si sono sentiti umiliati ingiustamente negli anni passati per la loro tradizione politica. Un partito che non mira alla riedizione della Democrazia Cristiana, né al ritorno all’unità politica dei cattolici, che con chiara consapevolezza delle proprie forze intende essere moderato e moderno, popolare ma non populista, europeo per vocazione, centrista per posizione, cattolico per ispirazione, laico per senso dello Stato.
I democratici cristiani sono chiamati, ancora una volta, a concorrere al bene comune del nostro Paese e del nostro territorio, ponendosi l’obiettivo da conservatori sul terreno dei grandi valori, da riformatori attenti difensori della democrazia partecipativa, da garanti della libertà nella costruzione dei nuovi orizzonti culturali, sociali ed economici. La libertà e la solidarietà, quindi la giustizia sociale, costituiscono, per l’UDC, i valori con i quali operare sul territorio e nel Paese, per le iniziative di politica della persona, che deve essere al centro del sistema, con i suoi bisogni e aspirazioni, e quindi della famiglia, come elemento fondante e centrale della società e soggetto privilegiato delle politiche sociali, della democrazia, delle istituzioni, della giustizia, della cultura, dell’economia e della società.
La mia segreteria perseguirà l’obiettivo dell’istituzione della Regione Romagna, in piena sintonia con l’intero UDC romagnolo, per i vantaggi che comporterebbe l’autonomia amministrativa della Romagna dall’Emilia, ovvero la separazione della Romagna dall’Emilia in due regioni distinte, nell’ottica di un federalismo cooperativo e solidale, con concrete opportunità di sviluppo del territorio, col dispiegarsi di tutte le potenzialità romagnole, in parte inespresse nell’attuale quadro politico-amministrativo della Regione Emilia-Romagna.
Nel rapporto con le altre forze politiche, sarà mio obiettivo interagire con le altre formazioni della Casa delle Libertà per realizzare quell’unitarietà capace, sola, di creare una alternativa competitiva alle logore ed insufficienti Amministrazioni di sinistra, con la consapevolezza che nel 2004 avremo il rinnovo di 15 Amministrazioni comunali della nostra provincia.
In tale occasione proporremo programmi mirati, tra l’altro, a:
· Lavoro e sviluppo – Il lavoro deve uscire dalle logiche del corporativismo, per sviluppare un tessuto imprenditoriale competitivo, grazie anche all’innovazione tecnologica ed organizzativa, con l’attivazione di tutte le risorse disponibili per lo sviluppo di nuove imprese, con particolare riguardo alla piccola e media impresa, e il consolidamento delle esistenti. Occorre valorizzare le industrie, nel rispetto dell’ambiente, difendendo il Polo chimico ravennate, minacciato nella sua stessa esistenza. Occorre privatizzare le aziende ex- municipalizzate, lasciando all’Ente pubblico un ruolo di indirizzo e di controllo. Occorre vendere il patrimonio immobiliare pubblico non strategico per finanziare gli investimenti;
· Agricoltura – Occorre valorizzare la produzione dei prodotti tipici, rendere facilmente reperibile la manodopera, sviluppare un’adeguata politica giovanile, recependo le norme europee nella loro corretta applicazione, nell’erogazione delle risorse oggi fortemente sottoutilizzate, tutelando l’ambiente;
· Commercio – L’impresa commerciale, soprattutto la piccola e media, rappresenta una parte rilevantissima del tessuto economico del nostro territorio; occorre difendere il tessuto commerciale esistente, fermando la proliferazione dei grandi centri commerciali, lottando l’abusivismo e la concorrenza sleale, mirando all’innovazione tecnologica ed organizzativa, alla riqualificazione professionale, alla valorizzazione dei centri storici;
· Ambiente – Il patrimonio naturalistico ambientale è una grande risorsa, anche turistica della nostra provincia: occorre incentivarla, sostenerla, promuoverla;
· Turismo – Occorre un progetto globale ed integrato con le realtà esistenti e confinanti, per sfruttare appieno il grande potenziale del nostro territorio, che è ricco di attrattive balneari, culturali, monumentali, artistiche, ambientali, gastronomiche; per questo occorre proporre pacchetti per il turismo organizzato, riconquistare i tour operator, intercettare i nuovi turismi e i vecchi clienti, destagionalizzare l’offerta;
· Giustizia e sicurezza – Tolleranza zero verso la delinquenza, organizzata e non: la recente graduatoria di fine anno sulla qualità della vita elaborata dal Sole 24 Ore ha posizionato la provincia di Ravenna al 96° posto (su 103) nell’area tematica “criminalità” (rapine, furti d’auto, in casa, scippi e borseggi, delitti, minori denunciati). Questo impone un grande sforzo congiunto tra Istituzioni, Forze dell’Ordine e cittadini per arginare il fenomeno;
· Trasporti e viabilità – E’ il settore che più necessità di attenzione; è indispensabile adeguare le infrastrutture per agevolare lo sviluppo e rispondere alle necessità della popolazione, dal trasporto ferroviario a quello stradale, a quello telematico, al del porto di Ravenna, sottoutilizzato, pur costituendo potenzialmente una grande risorsa; sono indifferibili il progetto esecutivo e la realizzazione dell’E55, in accordo con la Regione Veneto, la liberalizzazione dell’A14bis, la metropolitana di superficie tra i lidi ravennati e Cattolica;
· Scuola, cultura, Università, sport –Sosteniamo da sempre il pluralismo scolastico ed educativo, per consentire un’effettiva possibilità di scelta tra la scuola statale e non statale. Sostegno alla creazione del Polo Universitario romagnolo;
· Salute e sanità – Partendo dalla centralità dell’utente, occorre sostenere il diritto alla libera scelta, lo sviluppo e l’incentivazione dei servizi sanitari di base e dell’emergenza, contro lo smantellamento in atto ad opera della Regione Emilia-Romagna, promuovendo e sostenendo il volontariato assistenziale e l’assistenza domiciliare;
· Servizi sociali – Occorre mantenere e, se possibile, rafforzare i servizi in risposta alle emergenze del nostro tempo, droghe e disagio giovanile, vecchiaia, handicap, col sostegno all’associazionismo, al volontariato assistenziale e alle famiglie, aprendo al privato, assicurando al portatore di handicap un adeguato tenore di vita, promuovendo forme di attività ricreative che favoriscano il mantenimento attivo dell’anziano;
· Famiglia – E’ per noi l’elemento fondamentale e centrale della società e quindi soggetto referente e privilegiato delle politiche sociali e destinatario di incentivi e risorse per il suo sviluppo e consolidamento. Per questo occorre sostenere interventi a sostegno della famiglia nell’assistenza all’infanzia, agli anziani e all’handicap. Promuoviamo la partecipazione delle associazioni familiari ai vari livelli politici in forma consultiva. Riconosciamo e tuteliamo la maternità per tutte le donne, il ruolo di madre, sia per gli aspetti assistenziali che per quelli previdenziali e sosteniamo l’accesso al part-time per le madri lavoratrici e per i padri lavoratori con orari di lavoro flessibili nei primi anni di vita del bambino. Sosteniamo l’acquisto della prima casa per le giovani coppie.

Per sostenere i nostri programmi, ispirati dai valori e dagli ideali cristianodemocratici, edifichiamo una casa larga e accogliente per donne e uomini moderati, che stanno al Centro, non per ignavia, ma perché il centro è il luogo dell’incontro, del dialogo che tiene insieme il tessuto sociale e civile del nostro Paese.

Giancarlo Frassineti